Milano, 15 set. – (AdnKronos) – Il M5s della Lombardia, sulla base di una segnalazione dei cittadini residenti nell’area di Carpiano, nel milanese, limitrofa ai Comuni pavesi di Landriano, Pairana e Bascapè, ha depositato un’interrogazione sullo stato di contaminazione oltre i limiti di legge da metalli pesanti, diossine, Pcb, furani, composti geno-tossici, certificata da ben due ricerche dell’agenzia ambientale e sanitaria europea Ispra, che riguarda circa 12 ettari di terreni attualmente coltivati, con relativa commercializzazione di prodotti agro-alimentari potenzialmente contaminati.
Per la consigliera regionale Iolanda Nanni, prima firmataria dell’interrogazione “è un caso gravissimo da “terra dei fuochi” sul quale è caduto da anni un vergognoso silenzio istituzionale. Già dal 2007, Ispra, dapprima su commissione prima della Provincia di Pavia, e poi, nel 2011, della stessa Regione Lombardia, ha pubblicato i risultati di monitoraggi scientifici dei terreni che attestano lo stato di contaminazione oltre i limiti di legge di circa 12 ettari di terreni nel Comune di Carpiano, con rischi per la salute e l’ambiente che riguardano anche i Comuni limitrofi fra i quali Landriano e frazioni (Pv). Le due ricerche Ispra attestano la contaminazione oltre i limiti di legge dei terreni da metalli pesanti, Pcb, furani, composti geno-tossici (vale a dire in grado di alterare il dna scatenando nel medio-lungo periodo l’insorgenza di tumori), che avrebbero inquinato i suoli con ricadute tossiche e nocive sulla catena agro-alimentare”.
“Questi terreni – continua Nanni – erano e sono purtroppo tutt’ora coltivati a fini agro-alimentari, e ciò nonostante Ispra già nel 2011 abbia denunciato alle Istituzioni competenti che “la maggior parte di essi deve essere ritenuta di qualità insufficiente in quanto direttamente e soprattutto indirettamente pericolosa per la salute degli animali e dell’uomo”. La denuncia di Ispra è stata sostanzialmente ignorata dalle Istituzioni competenti, a partire da Regione: i terreni suddetti sono infatti a tutt’oggi coltivati senza che i cittadini siano a conoscenza dei rischi per la salute”.