Home Nazionale Lavoro: Ocse, quasi 1 lavoratore immigrato su 3 vive in povertà (2)

Lavoro: Ocse, quasi 1 lavoratore immigrato su 3 vive in povertà (2)

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(AdnKronos) – Tuttavia rileva l’Ocse “la metà degli immigrati in Italia possiede un basso livello d’istruzione”e “le scarse competenze linguistiche nella lingua italiana impediscono a molti di loro di accedere a lavori più qualificati”. Inoltre, osserva il rapporto, “sembrerebbe che gli arrivi più recenti abbiano migliori esiti occupazionali, probabilmente perché più inclini a lasciare l’Italia se non trovano un posto di lavoro”. A differenza della maggior parte dei paesi dell’Ue, rileva ancora l’Ocse, gli extracomunitari non sono gli unici ad avere un elevato rischio di povertà. Infatti, tra i paesi europei solamente in Italia e in Spagna gli immigrati comunitari hanno un rischio di povertà simile rispetto ai loro coetanei extracomunitari, in gran parte a causa della composizione degli immigrati comunitari.
Negli ultimi 10 anni, l’Italia, rileva l’organizzazione internazionale, è stata una delle principali destinazioni per gli immigranti nell’area Ocse. Dal 2000, la percentuale di immigrati sul totale della popolazione è più che raddoppiata, fino a raggiungere il 10% nel 2012. La maggior parte dei migranti arriva in Italia per lavorare, anche se il primo permesso viene spesso ricevuto nell’ambito di una regolarizzazione. Nel corso dell’ultimo anno, l’Italia è stata ancora una delle principali destinazioni europee per gli extracomunitari.
La maggior parte di questi nuovi immigrati, sottolinea ancora l’Ocse, “non intende rimanere in Italia, né arriva in Italia attratta dalle opportunità di lavoro, che rimangono tuttora limitate dato che il paese sta cominciando solo ora a riprendersi dalla profonda crisi”. Tuttavia, alcuni migranti resteranno in Italia.