(AdnKronos) – Brunetta va giù duro, Boldrini nel mirino. “Dispiace molto – dice – che il presidente della Camera non abbia il ruolo di rappresentate delle istituzioni ma si limiti ad essere notaio della maggioranza. Siamo pienamente nella deriva autoritaria: un solo partito, un solo gruppo in Parlamento, con le istituzioni prone e anche supine di fronte a questa deriva francamente insopportabile. Purtroppo è sempre peggio, adesso valuteremo di volta in volta che ruolo dare alla capigruppo”.
“La richiesta originaria del Pd, provocatoria – a detta dell’azzurro – era di lavorare sabato e domenica. A questa proposta provocatoria io ho contrapposto un’altra provocazione: quella di lavorare da subito, e anche domani, il primo maggio. Perché, se c’era tanta urgenza, non continuare a lavorare oggi dopo la terza fiducia e chiudere domani primo maggio? Il che ha fatto scoppiare il giochetto strumentale del buon Rosato, che cerca di essere più renziano del re, e quindi ha fatto questa proposta per poi arrivare a lunedì, perché lunedì era il punto di caduta del Partito democratico al suo interno. Facendo la propostina del sabato e della domenica poi avrebbero ‘concesso’ il lunedì come mediazione, ma come dicono a Napoli ‘ccà nisciuno è fesso’”.
“La Boldrini – accusa Brunetta – ha deciso rispetto al trucco del Pd per il lunedì. Veramente siamo a un livello incredibile di insopportabilità. Non è questo il ruolo del presidente della Camera, non è il notaio, dovrebbe evitare queste derive. Non può essere il notaio del monopartitismo perfetto di Renzi e compagni. Non esiste solo il Pd che tra l’altro non è il primo partito in Italia, che è il Movimento 5 Stelle. Dal punto di vista sostanziale la dialettica politica, democratica, parlamentare, non può ridursi a quel che pensa al suo interno un partito del 25%”.