(AdnKronos/Aki) – Certo i nodi da sciogliere sono tanti. Alcuni riguardano proprio i tempi dell’intesa, con Teheran che vorrebbe una definizione quanto più completa possibile del quadro dell’accordo già a marzo. Altri riguardano modalità e tempi di rimozione delle sanzioni, che Zarif non esita a definire “ingiuste” e “inutili”.
Quel che a questo punto sembra certo è che l’impegno della “leadership iraniana” per risolvere la questione è “forte e compatto”, come Gentiloni ha potuto constatare nei suoi colloqui tanto con il moderato Zarif quanto con il più conservatore Ali Larijani, presidente del Parlamento. Nei colloqui con quest’ultimo, “la premessa è stata un totale sostegno allo sforzo” del governo nell’ambito dei negoziati.
Per l’Italia, “l’invito a compiere ogni sforzo possibile per l’esito positivo dei negoziati – ha spiegato Gentiloni – è anche la premessa a un impegno comune” contro lo Stato islamico. Su questo tema, il quadro emerso nei colloqui di Teheran è “allarmante, per l’estensione a diverse aree di crisi, dalla Libia all’Afghanistan, ma che ha il suo cuore nelle vicende il Siria e in Iraq”. Il tema, insieme al nodo sul nucleare, sarà anche al centro dei colloqui di domani, quando il capo della Farnesina incontrerà, tra gli altri, il presidente Hassan Rohani.