(AdnKronos) – Il processo d’infiltrazione è solitamente facilitato da soggetti che popolano la cosiddetta zona grigia, cioè persone che agiscono nella sfera economica legale, in quella politica e civile intrattenendo rapporti di scambio con coloro che appartengono ai nuclei criminali e facendo da tramite tra questi e l’impresa legale. Accanto a questi soggetti operano intermediari, persone affiliate o comunque vicine alla criminalità organizzata che hanno l’obiettivo di individuare e avvicinare le potenziali vittime, traendone a loro volta un vantaggio. L’infiltrazione mafiosa nell’economia legale sembra pertanto strutturarsi sotto forma di processo dinamico, all’interno del quale entrambi i fattori della sottomissione e della collusione entrano in gioco fino ad estromettere l’imprenditore dalle decisioni aziendali.
Di fronte agli attuali rischi d’infiltrazione criminale, il 54% del campione ritiene poco o per niente efficaci le misure di prevenzione e di controllo adottate tramite la legge 231/2001. La ricerca ha messo in luce, invece, le aspettative che gli attori economici nutrono oggi verso le istituzioni: un maggiore controllo e difesa sociale da parte delle forze dell’ordine, l’incentivazione di reti di supporto e regolamentazione inter-organizzativi, una maggiore educazione-formazione sul tema e, infine, l’applicazione di sanzioni per le imprese non compliant e di premialità per le imprese compliant.