Lussemburgo, 4 set. – (AdnKronos) – Non migliora l’efficienza delle autorità fiscali dei Paesi Ue nella raccolta dell’Iva. E l’Italia, nel 2013, è stata uno dei Paesi europei in cui è aumentato maggiormente il gap sull’Iva, la differenza fra l’incasso atteso dallo Stato sulla raccolta dell’imposta sul valore aggiunto e il totale effettivamente raccolto. Con il mancato incasso che è stato di 47,5 miliardi di euro, in aumento dai 45 miliardi del 2012, il maggiore in termini assoluti di tutta la Ue.
Secondo i dati dell’ultimo rapporto della Commissione europea, nel 2013 il gap italiano sull’Iva è aumentato dal 32% al 33,6%, mentre quello della Ue non ha registrato sostanziali miglioramenti rispetto al 2012. Il totale dell’Iva persa fra tutti i Paesi Ue ammonta a 168 miliardi di euro, pari a una perdita del 15,2% del gettito a causa di frodi, evasione ed elusione fiscale, fallimenti, insolvenze finanziarie ed errori di calcolo. Sui 26 Paesi presi in esame, 15 hanno segnato dei miglioramenti, fra cui la Lettonia, Malta e la Slovacchia, mentre 11 dei peggioramenti, con Estonia e Italia in testa.
Il commissario agli Affari economici dell’esecutivo di Bruxelles, Pierre Moscovici, ha sottolineato “la necessità di ulteriori riforme nei sistemi di riscossione dell’Iva in tutta la Ue. Esorto gli Stati membri a prendere le misure necessarie per combattere l’evasione fiscale e la frode fiscale a tutti i livelli”.