Rho (Mi), 12 ott. (AdnKronos) – Il progetto ‘Imprese sociali Ferrero’ vale il 10% della forza lavoro del gruppo e presto l’intero progetto verrà dedicato a Michele Ferrero, patron scomparso lo scorso febbraio. Ad annunciarlo è stato il presidente di Ferrero, l’ambasciatore Francesco Paolo Fulci, nel corso di una tavola rotonda dedicata alle imprese sociali del gruppo, ‘Sviluppo sostenibile ed imprese sociali Ferrero’, tenutasi oggi a Expo. “È un riconoscimento postumo a chi le imprese sociali le ha fortemente volute e realizzate: oggi rappresentano il 10% dell’intera nostra forza lavoro”, spiega Fulci.
Nel 2014 le Imprese sociali Ferrero si sono avvalse della collaborazione di 3.539 persone, pari al 10,34% del totale del gruppo; di questi, 232 in Camerun, 386 in Sudafrica e 2.921 in India. Come spiega l’ambasciatore Fulci, le Imprese sociali “nascono da una idea di Michele Ferrero” che aveva “la preoccupazione di portare lavoro nelle zone più povere dell’Asia e dell’Africa”. Alla base c’era (e c’è ancora) la volontà di “portare lavoro” nei Paesi emergenti e di sostenere lo sviluppo dei territori.
Le Imprese sociali Ferrero sono “vere e proprie imprese che devono generare profitti”, sottolinea Fulci, ma, da un lato, sono moltiplicatori di occupazione, dall’altro, permettono di realizzare “opere come asili, infermerie e scuole” visti “come un costo stesso di produzione: questo fa sì – spiega Fulci – che anche in assenza di profitti l’Impresa sociale Ferrero realizza i progetti”. Il fondo dal quale si attinge per raggiungere gli obiettivi, infatti, è calcolato sulla base dei costi di produzione ed è utilizzato su base triennale.