(AdnKronos) – “I nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile che verranno redatti dalle Nazioni Unite a settembre devono mettere l’Africa al centro dell’impegno dell’intera comunità internazionale, anche per far sì che i passi in avanti compiuti finora non vengano vanificati”, conclude Valerio Neri. “Nascere in Africa non deve più essere per tanti bambini una condanna a morte e per questo dobbiamo sostenere il cambiamento, che deve partire proprio da questo continente, martoriato da povertà carestie, emergenze e conflitti”.
Save the Children è presente in Expo con un padiglione dedicato alla malnutrizione e alla mortalità infantile, dove una serie di istallazioni interattive e sensoriali consentono ai visitatori -bambini, adulti, famiglie – di identificarsi con la vita di un bambino nato e vissuto in contesti di povertà o emergenza e conoscerele dure e inaccettabili condizioni dei tanti bambini che soffrono la malnutrizione in molte aree del mondo. All’interno del Villaggio Save the Children è possibile, in particolare, conoscere e immedesimarsi – tra gli altri – nella storia di tre bambini che vivono nel continente africano: Bayutu, 5 anni, che è nato in Etiopia o Alvira, 7 mesi, che vive in Mozambico o Mary, 18 mesi, della Liberia.
Save the Children è da anni impegnata in Africa con interventi di nutrizione e salute a favore di madri e bambini e nel 2009 ha lanciato la campagna Every One per il contrasto alla mortalità e malnutrizione infantile. Nel solo 2014, sono stati oltre 20 milioni i bambini raggiunti dagli interventi di Save the Children nel continente africano.