(AdnKronos) – “La metà di questi bambini muoiono per cause legate alla malnutrizione. Sono circa 60 milioni infatti i bambini che soffrono di malnutrizione cronica che vivono in Africa e per molti di loro questa diventa concausa di morte”, continua Valerio Neri. “Alcuni Paesi, tra cui l’Etiopia, il Mozambico e il Malawi, hanno fatto significativi passi in avanti nella lotta alla malnutrizione e alla mortalità infantile, ma in altri la situazione è ulteriormente peggiorata, come ad esempio in Angola, Camerun, Ciad, Repubblica Democratica del Congo o Kenya”.
L’Etiopia, ad esempio, è uno dei paesi che ha avuto uno dei miglioramenti più significativi nella mortalità infantile, diminuendone il tasso del 56% e raggiungendo il quarto obiettivo del millennio tre anni prima della scadenza del 2015. Nonostante questo anche qui la malnutrizione continua ad essere una delle concause principali della mortalità infantile nel Paese: più di 2 bambini su 5 in Etiopia soffrono ancora di malnutrizione cronica e anche se il fenomeno è in diminuzione, il livello rimane tra i più alti nella regione dell’Africa sub-sahariana.
“Anche se l’Etiopia negli ultimi 15 anni è riuscita a tagliare la malnutrizione cronica del 30%, il numero effettivo di bambini che soffrono di malnutrizione rimane alto. Nonostante gli interventi per combattere la malnutrizione e rafforzare il sistema sanitario, c’è ancora molto da fare”, spiega Valerio Neri. “Per questo è fondamentale sostenere tutti quei paesi che si stanno impegnando nel raggiungimento degli Obiettivi del Millennio e intensificare ancora di più gli sforzi nei confronti di quelli che stanno andando più lentamente”.