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Doping: Reedie, non siamo stati morbidi con la Russia

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Berlino, 11 nov. (AdnKronos/Dpa) – Il presidente della Wada, l’Agenzia mondiale antidoping, Craig Reedie, nega di essere stato ‘morbido’ sulla questione della vicenda doping che ha travolto in queste ore la Russia. “Ho seccamente respinto ogni addebito di chi dice che sono stato ‘morbido’ nella questione doping. Quanto affermo è testimoniato dalle mie interviste che spazzano via certe illazioni”, spiega Reedie al quotidiano ‘New York Times’.
Questa estate un quotidiano britannico ha rivelato che Reedie aveva inviato una mail rassicurante nel mese di aprile al ministero dello sport russo per stemperare le preoccupazioni di Mosca sull’investigazione in corso relativa a insabbiamenti sistematici dei casi di doping tra gli atleti russi partita dopo un reportage di una tv tedesca a dicembre.
“Ho inviato una mail privata al ministro russo (Vitaly Mutko ndr) dopo essere stato messo al corrente che Mosca si sentiva nell’occhio del mirino della Wada. Questo è avvenuto dopo gli incontri con il ministero russo che aveva accettato e sapeva perfettamente del lavoro della commissione”, sostiene Reedie.