Home Nazionale Crisi: Barbagallo a Marchionne, il nuovo non ci spaventa (2)

Crisi: Barbagallo a Marchionne, il nuovo non ci spaventa (2)

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(AdnKronos) – Il sindacato, sottolinea ancora Barbagallo, guarda al futuro: “Se non avessimo scommesso sulla Fiat non ci sarebbero stati più stabilimenti in Italia del gruppo torinese. Marchionne deve sapere che è stato aiutato nel nostro Paese ma anche dai fondi pensione dei lavoratori della Chrysler”. Detto questo, aggiunge il leader della Uil, “riconosco che Marchionne è un ottimo manager. Ha preso due aziende sull’orlo del fallimento e le ha rimesse sul mercato. Ma senza una collaborazione fattiva dei nostri lavoratori sia in Italia sia negli Usa questo risultato non sarebbe stato mai raggiunto”.
Secondo il segretario generale della Uil per guardare al meglio in direzione del futuro “le multinazionali devono iniziare ad investire in Italia e non procedere con politiche che a volte assomigliano a delle rapine. Bisogna inserire delle norme che tutelino i nostri gioielli di famiglia per evitare che alcune multinazionali arrivino nel nostro Paese solo per portare all’estero il nostro ‘know how’, lasciandoci idisoccupati. Bisogna prevede delle penalità per chi si comporta in questo modo e decide di andarsene”.
Uno dei casi più emblematici, rileva Barbagallo, è quello della Cisa, il gruppo che produce chiavi e serrature, ora anche elettroniche, di proprietà della società Usa Ingersoll Rand e che vuole delocalizzare gran parte della produzione: “Vogliono chiudere e portare via il ‘know how’ nonostante Cisa realizzi profitti ma non quanto vorrebbero. Ora si chiudono anche le aziende che fanno profitto”.