Milano, 12 ago. (AdnKronos) – Per Craig Botham, emerging markets economist di Schroders, la nuova manovra della Banca Popolare Cinese (PBoC) “non indica l’inizio di una svalutazione significativa dello yuan poiché la stabilità finanziaria e sociale rimane la preoccupazione principale per i policymaker”. La decisione della PBoC “è una mossa significativa” tuttavia “non riteniamo che questa sia una manovra di politica monetaria volta a fornire degli stimoli alle esportazioni”.
Il deprezzamento, meno del 2%, implica che in termini di ponderazione commerciale lo yuan è tornato ai livelli di dieci anni fa. “Questo non è un tipo di cambiamento che comporterà un aumento dell’export cinese. Molto più importante è l’accresciuto ruolo del mercato nel determinare il valore dello yuan. A nostro avviso, tale riforma punta più all’inclusione dei diritti speciali di prelievo, piuttosto che a dare una spinta alla crescita”.