Milano, 25 mag. (AdnKronos) – I giovani del centrodestra lombardo sono chiari: non è vero che dopo Silvio Berlusconi nessuno possa guidare la coalizione. Quello che chiedono sono regole certe e voglia di svecchiare. Silvia Sardone, giovane pasionaria azzurra, sogna “una vera rivoluzione” e Nicolò Mardegan, coordinatore milanese di Ncd – ultimamente molto critico con Angelino Alfano – vuole “accartocciare i vecchi partiti e costruire una lista unica con regole certe che premino il merito”. Chi guarda (e sorride) è Matteo Mognaschi, segretario federale dei Giovani Padani: “Il leader c’è ed è Matteo Salvini”, dice.
“I giovani che si danno da fare – spiega Sardone – spesso sono osteggiati da alcuni vecchi della politica: è chiaro che una nuova classe dirigente stia nascendo, ma c’è chi fa da tappo per mantenere le poltrone”. Parlando con l’Adnkronos, Sardone sottolinea che “Berlusconi ha ragione quando dice che non c’è nessuno come lui” ma sottolinea come la critica del leader storico sia rivolta ai “dirigenti attuali che hanno depauperato il bacino di voti di Forza Italia e che sono ormai avulsi dalla realtà”. Per risollevare il partito e la coalizione, più di discutere di leadership e primarie, è “necessario tornare sui territori e riprendere a parlare dei nostri temi: oggi – dice – nessuno parla più di tasse”.
Secondo Mardegan c’è chi “dalla morte è pronto a resuscitare”. Certo, c’è bisogno di lavoro, ma l’occasione per mettersi alla prova sono le amministrative del prossimo anno: “Milano è una ‘zona franca’, da sempre laboratorio politico ed è il luogo giusto per costruire un progetto unico: qui – sostiene Mardegan – nessuno può seguire le logiche romane e tenere uniti tre o quattro partiti appiccicati, come succedeva col vecchio Pdl”.