Roma, 28 dic. (AdnKronos) – “Siamo da sempre in prima linea contro l’illegalità nei campi. Il fenomeno dello sfruttamento del lavoro è inaccettabile per un paese civile, oltre a questo i gravi episodi che emergono dalle cronache danneggiano fortemente l’immagine di un settore composto per la maggioranza da imprese sane che, tra mille difficoltà, contribuiscono in modo importante all’economia del nostro Paese”. Ad affermarlo è la Cia commentando l’incontro di oggi sul nuovo ddl per contrastare il fenomeno del ‘caporalato’, che si è tenuto presso il Mipaaf, promosso dai ministri co-firmatari della proposta, Maurizio Martina, Andrea Orlando e Giuliano Poletti, e a cui hanno partecipato anche, il presidente dell’Inps Tito Boeri, le parti sociali, le altre organizzazioni agricole, le imprese della grande distribuzione (Gdo) e dell’industria alimentare.
Lo sfruttamento del lavoro, tra l’altro, rileva la Cia, “falsa la competizione e le sue regole, già difficili da reggere per l’agricoltura italiana, che deve affrontare il mercato mondiale sostenendo costi troppo alti del fare impresa e margini troppo bassi di reddito rispetto i competitori internazionali”.
Per cui, rileva ancora la Confederazione, “ben vengano norme che inaspriscono le pene per i reati gravi di sfruttamento e di intermediazione purché siano norme capaci di colpire in modo mirato il caporalato e chi se ne avvale in modo consapevole e si affermi definitivamente l’orientamento dell’azione ispettiva verso le situazioni di grave violazione delle norme e dei contratti”.