Parigi, 19 ott. (AdnKronos) – “Sono stato sospeso per tre mesi ma quello che mi innervosisce di più è di essere messo in mezzo con gli altri. Trovo vergognoso essere infangato. I miei legali seguono le procedure Fifa e ricorreranno, se necessario, al tribunale arbitrale dello sport. Spero che tutto proceda con rapidità”. Il presidente della Uefa, Michel Platini, dalle colonne del quotidiano francese ‘Le Monde’ si difende dalle accuse e intende andare avanti e candidarsi alla presidenza della Fifa nonostante la sospensione di 90 giorni, come Blatter, per il pagamento da parte del numero uno della Fifa nel 2011 di 2 milioni di franchi svizzeri, oggetto di indagine da parte delle autorità elvetiche.
Platini ha ammesso di avere solo un accordo verbale del suo pagamento per il lavoro che ha svolto come consulente di Blatter alla Fifa tra il 1999 e il 2002. Ma ha aggiunto che i contratti orali sono accettabili secondo il diritto svizzero. “Nel 1998 ero presidente del comitato organizzatore della coppa del mondo e doveva essere eletto il nuovo presidente Fifa. Ero a Singapore e Blatter chiede di vedermi nella sua camera. Mi dice subito ‘Allora, si va o no?’. Mi dice che il presidente uscente Joao Havelange gli ha detto ‘Platini presidente e Blatter segretario generale è una soluzione molto elegante’. Solo che a me non interessava. Ero nella Coppa del mondo, non mi ci vedevo. Allora Blatter ha deciso di candidarsi lui: ‘mi presento, ma ho bisogno di te’. Ci rivedemmo due mesi dopo, mi chiese di essere il suo consigliere. ‘Quanto vuoi?’ Mi chiese Blatter. Risposi ‘Un milione’. ‘Di cosa?’. ‘Di quello che vuoi, di rubli, di sterline, di dollari’. A quell’epoca, non c’era ancora l’euro. Rispose: ‘d’accordo, un milione di franchi svizzeri all’anno'”.