Roma, 9 dic. (AdnKronos) – Non ha raccolto grandi consensi nè nel Pd nè dentro Sel, la lettera-appello dei tre sindaci ‘arancioni’ per l’unità del centrosinistra, piazzata nel mezzo delle ‘grandi manovre’ per le amministrative 2016. Molto resta da definire, ma che le strade di Pd e Sel tendano quasi ovunque a dividersi è nei fatti. Lo è a Roma, a Torino e Napoli. Probabilmente lo sarà anche a Bologna. E su Milano “tutto è in divenire” per dirla con Nicola Fratoianni di Sel.
Ed allora, perché un appello quasi fuori tempo massimo? C’è chi si sofferma, in particolare, su una delle tre firme della lettera pubblicata oggi da Repubblica. Quella di Giuliano Pisapia. L’appello all’unità del centrosinistra, infatti, non viene letto a Montecitorio come un’iniziativa legata esclusivamente alle alleanze per le amministrative. E’ in sintesi la stessa piattaforma con cui la minoranza dem si prepara al congresso. E c’è già chi ipotizza un possibile impegno a livello nazionale del sindaco di Milano come rappresentante della sinistra alternativa al Pd renziano.
Si vedrà, quello che c’è al momento, è la conferma dell’addio alla formula del vecchio centrosinistra. E il Pd ci tiene a far sapere che la ‘colpa’ è di Sel: l’appello dei sindaci “va rivolto in primo luogo ad altri, a chi, segnatamente Sel, ha deciso, come ribadito anche oggi, di non confermare l’alleanza in alcune citta’ che andranno al voto”, dice Lorenzo Guerini. Da sinistra l’accusa è ribaltata: “E’ Renzi che deve rispondere all’appello. E’ lui che ha rotto il centrosinistra”, ribatte Fratoianni.