(AdnKronos) – Dal mese di marzo al mese di ottobre 2015 i forestali ed i loro colleghi delle polizie provinciali hanno percorso i 50 chilometri che separano la foce del Seveso (Cavallasca – Co) sino al punto in cui questo si interra a Bresso, alle porte della città di Milano, riportando minuziosamente ogni minima criticità o ipotetico illecito insistente sull’asta fluviale.
L’attività, lunga, complessa ha permesso di ottenere un risultato molto importante: la puntuale mappatura georeferenziata e corredata di foto e descrizioni di tutte le situazioni che, nel corso degli anni, possono aver influenzato negativamente la portata del Seveso : restringimenti, ostacoli, ostruzioni, cattiva manutenzione dell’alveo, scarichi o captazioni abusive.
Sono state censite complessivamente: 37 presunte opere abusive (intendendo per abusive opere prive del permesso a costruire, occupazioni di suolo pubblico, violazioni delle norme di polizia idraulica); 89 ostruzioni in alveo. Circa gli scarichi, soltanto nel tratto milanese dell’asta fluviale, lungo circa 6 chilometri, risultavano censiti circa una quindicina di scarichi, la polizia locale di Milano ha invece identificato e schedato oltre 400 scarichi di cui una ventina risultavano attivi al momento dell’accertamento. Ogni scarico identificato è stato georeferenziato, fotografato e accuratamente descritto.