(AdnKronos) – L’anno di Telecom Italia è caratterizzato dal passaggio da un socio forte straniero spagnolo, Telefonica, seppure all’interno di una compagine con enti e istituti di credito italiani, ad uno francese, Vivendi. L’operazione nasce dopo la scissione di Telco, la cassaforte che riuniva il 22,4% del capitale e di cui il gruppo spagnolo era l’azionista principale nell’ambito dell’ acquisizione dell’operatore brasiliano Gvt per il quale Telefonica gira a Vivendi come parte del pagamento l’8,24% del capitale del gruppo italiano.
L’annuncio ufficiale arriva il 24 giugno. Vivendi ha in mano il 14,9% del capitale e al momento non chiede una rappresentanza in cda. Ad ottobre l’annuncio della salita al 19% e in seguito l’ulteriore arrotondamento al 20,3%. Ma ancora nessuna richiesta specifica per l’ingresso nella governance: l’ad Arnaud de Puyfontaine, giunto a Roma per un giro di visite istituzionali e per incontrare il management guidato dal presidente Giuseppe Recchi e dall’ad Marco Patuano, sottolinea che Vivendi è un investitore ‘industriale’ e di lungo periodo.