– Giannini e’ convinto che le polemiche che hanno preceduto l’esordio del programma siano da addebitare in gran parte “semplicemente al fatto che io vengo da un quotidiano, ‘la Repubblica’, che e’ un giornale che divide”.
Accolto nella sala degli Viale Mazzini anche dal direttore generale, che si e’ unito alle foto di rito, Giannini promette un “cambio di passo” al programma, rinnovato sia nella veste estetica (studio e grafica nuovi, sigla riarrangiata da Ivano Fossati sempre sulle note di ‘Jeux d’enfants’ di Rene Dupère) sia nei contenuti. Un editoriale sui fatti della settimana introdurra’ ogni puntata: “Ridurremo quel rumore di fondo che producono i talk quando i politici si parlano addosso. Usciremo dallo studio con reportage e finestre in diretta dal territorio in cerca di storie e di notizie con cui parlare, poi, anche con gli eventuali ospiti politici. Cosi’ anche la parte talk verra’ percepita come piu’ vicina a chi guarda il programma”.
Domani, per la prima puntata, Giannini, avrà ospiti, oltre all’outsider Benigni per un’intervista-show su cui c’e’ il massimo riserbo, il ministro per gli Affari Regionali Graziano Delrio (per parlare dell’azione di governo ma anche della situazione del Pd in Emilia Romagna) e l’ex premier Romano Prodi (“con lui parleremo anche della successione di Napolitano al Quirinale”, promette Giannini). Mentre non dovrebbe esserci Matteo Renzi, “che e’ molto impegnato in queste ore”. (segue)