Berna, 27 dic. (AdnKronos/ats) – Le banche svizzere continueranno a guadagnare denaro, malgrado l’aumento dei costi, la diminuzione delle entrate e l’irrigidimento delle regole nell’amministrazione del patrimonio. Ma vedranno anche una fuga dei piccoli clienti stranieri. E’ lo scenario che tratteggia il ceo della banca Julius Bär, Boris Collardi in un’intervista alla “Neue Zürcher Zeitung”. Vi sarebbe tuttavia una fuga dei piccoli clienti stranieri. “I clienti con capitali relativamente ridotti, quindi di qualche centinaia di migliaia di franchi, voltano le spalle alla Svizzera”, osserva il top manager. Al contrario, “quelli più abbienti restano fedeli” poiché apprezzano la garanzia di “un’elevata qualità dei servizi”.
In Svizzera Julius Bär non continua solo ad acquisire nuovi clienti internazionali , aggiunge Collardi, ma quelli già esistenti affidano quantità maggiori di capitali. “A mio parere – dice- a livello internazionale la Svizzera rimane ancora il vertice dell’amministrazione del patrimonio”. Secondo il ceo, “da nessun’altra parte in Europa gli investitori otterrebbero delle prestazioni di servizio di così elevata qualità”.
Per quanto riguarda Singapore, che talvolta viene indicata quale grande rivale della Svizzera, Collardi afferma che tale piazza finanziaria si trova troppo lontano per interessare gli europei. Il Paese asiatico può essere raccomandata agli investitori che vorrebbero piazzare parte del loro capitale in Asia. Secondo Collardi , “la Svizzera e Singapore sono centri finanziari complementari, a seconda della regione in cui si intende investire”. Per Julius Bär, Singapore vale quale “seconda piazza finanziaria”, al fianco della Svizzera che “rimarrà però sempre il cuore dell’impresa”, assicura Collardi.