Roma, 22 set. (Adnkronos) – “E’ tempo di guardare in modo più sostanziale all’agricoltura come settore in grado di svolgere un ruolo di primo piano dal punto di vista economico e sociale e per riagganciare la crescita”. Lo dichiara Copagri, commentando il focus sul settore agricolo diffuso oggi dall’Istat nel contesto dei conti riguardanti gli anni dal 2009 al 2013. Infatti, secondo la Confederazione dei produttori agricoli: “Nel 2013 si registra una caduta piuttosto consistente del valore aggiunto tanto nelle costruzioni quanto nell’industria, mentre l’agricoltura è l’unico settore a far segnare un aumento, esattamente dello 0,6%, che acquista maggior valore dopo la flessione del 2012. Seppure meno della media nazionale, calano, tuttavia, le unità di lavoro”.
“Il segno più del valore aggiunto -spiega Copagri- si sottolinea ancora unico nella produzione nazionale, suggerisce un’effettiva svolta a favore della ripresa della domanda interna di beni agricoli ed alimentari, che non può prescindere da una più forte ed ampia riduzione delle tasse al fine di ricreare un adeguato e diffuso potere d’acquisto delle famiglie italiane, oggi costrette a tagliare proprio sul cibo in quantità e in qualità”. “Occorre poi assecondare quella che pare una vera e propria rivoluzione culturale -conclude- con un ritrovato interesse dei giovani per il settore agricolo per dare seguito a nuova occupazione ed al ricambio generazionale”.