Roma, 15 gen. (Labitalia) – "Profumo dice una cosa abbastanza ovvia: il Monte dei Paschi di Siena è il terzo gruppo bancario italiano e i rapporti di partecipazione dei gruppi bancari sono sempre rilevanti. E in ogni caso c'è un sistema di solidarietà all'interno del sistema bancario per cui, quando una banca ha dei problemi di tipo economico, questa risponde in maniera solidale e quindi fa rispondere anche il resto del sistema. Poi c'è un problema di credibilità che è importante perché l'eventuale (e non vogliamo neanche immaginarlo) fallimento di un banca come il Mps creerebbe un allarme generale per tutto il sistema bancario italiano". Così il segretario generale della Fiba Cisl, Giulio Romani, commenta con Labitalia le dichiarazioni del presidente Mps Alessandro Profumo che ha lanciato un monito: "Se salta l'aumento, non rischia solo il Monte, ma l'intero sistema bancario italiano". "Il rinvio della ricapitalizzazione -prosegue Romani- è stato un grave errore. Comprendiamo le ragioni della Fondazione che ha fatto resistenza all'accelerazione dell'aumento del capitale sociale perché ha cercato di proteggere il proprio patrimonio. Ma il dato di fatto è che questo rinvio costerà alla banca circa 120 mln di euro, per cui tutti gli sforzi fatti dai lavoratori dipendenti in questi mesi per dare un po' di ossigeno alla banca, rimettondoci di stipendio con le giornate di solidarietà, rinunciando ai sistemi premianti, a qualsiasi promozione, ai premi di produttività e poi ancora con l'esternalizzazione di 1.066 lavoratori, tutto questo -ribadisce- viene vanificato con lo spostamento temporale di questo aumento di capitale". E a proposito dei cosiddetti 'Monti bond', cioè il prestito che lo Stato ha fatto al Monte, "si tratta di un costo molto importante per la banca -spiega Romani- e anche su questo bisognerebbe dire a proposito della polemica che ha accompagnato l'emissione dei 'Monti bond': quei finanziamenti dati dallo Stato al Mps sono un grande ricavo per le finanze pubbliche perchè costano al Mps il 9,5% di interessi". "Non rimborsare i 'Monti bond' per pochi mesi costa 120 mln, l'equivalente di un intero piano industriale", conclude Romani.