Roma, 6 ott. (AdnKronos) – “Era un sognatore dell’antichità e come per tutti i suoi sogni a volte erano incubi, a volte un assaggio di Paradiso”. Lo storico dell’arte Claudio Strinati ricorda così, all’AdnKronos, Lo scultore Igor Mitoraj, sottolineandone il “forte retaggio romantico”.
“Citava in modo altamente letterale i prototipi dell’antichità, sempre inserendo un elemento di rottura, anche in senso strettamente fisico, come se quello che rappresentava fosse un relitto arrivato attraversando il tempo, danneggiato ma perfettamente riconoscibile come è veramente accaduti per le sculture dell’antichità classica -afferma Strinati- le sue ‘rievocazioni’ danno la sensazione di essere vere, con le loro forme spesso monumentali, sempre cariche di inquietudine”.
“Mitoraj è molto, legato al nostro tempo, alla nostra percezione del passato classico, e contemporaneamente, anche in quanto appartenente culturalmente alla Mitteleuropa, è figlio della cultura romantica, ne porta forte il retaggio. Malgrado le avanguardie -prosegue Strinati- siamo ancora figli del Romanticismo, del suo spirito sognate ed evocativo di un passato remoto nel tempo ma vicinissimo nel sentimento. Le forme classiche riproposte da Mitoraj non sono citazioni puntuali di singole opere, piuttosto si rifanno a una suggestione, all’idea platonica di di classicità”, conclude Strinati.