– “È estremamente difficile raggiungere le comunità colpite al fine di fornire i necessari soccorsi, mentre sono in corso scontri e combattimenti. I bisogni delle persone crescono di giorno in giorno e dobbiamo essere in grado di rispondere in tempo. Al momento sono necessari ulteriori aiuti, ma per portarli dobbiamo poter entrare nelle zone colpite”, ha affermato Saado Quol, vice capo della missione Unhcr in Libia.
La missione di sostegno delle Nazioni unite in Libia, Unsmil, e i comitati di crisi locali stimano che il numero totale di sfollati interni nel paese superi le 140mila persone e valutare le loro esigenze pone enormi sfide. Questa è la seconda volta che l’Unhcr, in collaborazione con i partner Taher Al-Zawi e Imc, ha inviato aiuti umanitari transfrontalieri agli sfollati interni in fuga dai combattimenti di Tripoli.
I precedenti aiuti, inviati il 18 agosto, hanno raggiunto circa 12mila sfollati a Zawiya, a ovest di Tripoli. Lavorando con i partner locali per fornire aiuto sul campo, l’Unhcr prevede di raggiungere 85mila persone bisognose di protezione e di assistenza entro la fine di quest’anno. In Libia il Wfp ha distribuito cibo alle popolazioni colpite dal conflitto del 2011, ma ha gradualmente ridotto gli aiuti fino ad interromperli quando la situazione nel paese si è stabilizzata. Nel contesto attuale, il Wfp prevede di coprire le esigenze alimentari di 50mila persone nel paese fino alla fine dell’anno.