Roma, 22 set. – (Adnkronos) – “Sebbene i miei nervi mi facciano soffrire un pò, ogni tanto… tante cose ho per la testa, ma la maggior parte aspettano o restano in forma di embrione per il sopraggiungere di nuove idee”. Così scriveva il ventiseienne pittore Filippo de Pisis (1896-1956) allo scrittore Nello Baccetti a proposito della sua creatività. Ma de Pisis si lasciava andare anche a una disincantata professione di fede sulla felicità: “E anch’io penso non bisogni sperare in una pace futura, ma saper crearsi una felicità posticcia… dirò così, a tutti i costi. Ciò è il compito del filosofo”.
La profonda amicizia tra de Pisis e Baccetti è attestata da un carteggio giovanile inedito di sei lettere e nove cartoline postali inviate dal pittore al poeta, che vede per la prima volta ora la luce grazie alla sua pubblicazione sulla rivista “Nuova Antologia” a cura di Maurizio Sessa.
Le carte finora sconosciute sono state concesse da Giuliana Signorini Anselmi, pronipote di Nello Baccetti, al periodico trimestrale edito da Le Monnier e diretto dallo storico Cosimo Ceccuti. Da queste lettere, che coprono gli anni dal 1914 al 1924, si dipana l’itinerario di de Pisis, spirito errante tra Ferrara, Bologna, Roma e Assisi. Nelle lettere non si fa mai cenno alla Grande Guerra perchè il dialogo tra i due amici era solo sull’arte. (segue)