Roma, 16 ott. (AdnKronos) – Arriva il credito d’imposta per le imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo. Lo prevede la bozza della Legge di Stabilità. La misura è rivolta a tutte le imprese “indipendentemente dalla forma giuridica e dal settore economico in cui operano” e scatta dal “31 dicembre 2014 e fino al 31 dicembre 2019”. Il credito d’imposta “è attribuito nella misura del 25% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli stessi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015”.
Il credito di imposta “è riconosciuto, fino ad un importo annuale di 5 milioni per ciascun beneficiario, a condizione che siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a 30mila euro”. Ad essere ammesse al credito d’imposta saranno, tra l’altro, tutti quei “lavori sperimentali o teorici” che hanno come “principale finalità l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni o di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette”.
A usufruire di questa misura sono anche le attività di ricerca che, attraverso nuove conoscenze, portano alla realizzazione di “nuovi prodotti, processi o servizi”, ovvero “la creazione di componenti di sistemi complessi necessaria per la ricerca industriale”. La misura serve a finanziare anche “le spese di personale altamente qualificato” e le spese “per acquisire o usare strumenti e attrezzature di laboratorio”. Il credito d’imposta serve a coprire anche le spese di contratti di ricerca stipulati con “università, enti di ricerca ed organismi equiparati e con altre imprese comprese le start-up innovative”.