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Governo: Maroni, prima la crescita del Paese poi le riforme

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Milano, 21 ott. (Adnkronos) – Prima di fare riforme è necessario puntare sulla crescita del Paese, perché queste siano efficaci. Così la pensa Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, intervistato a Londra, dalla Cnbc. “Le riforme sono necessarie – dice il governatore lombardo – ma vanno fatte nel modo giusto e Renzi sta agendo nel modo sbagliato”. Prima di essere presidente della Lombardia, ricorda Maroni, “sono stato ministro del Lavoro del Governo Berlusconi e ho fatto una grande riforma del lavoro, che non ha funzionato come mi aspettavo, perché può funzionare solo se c’è una crescita economica”.
Questo è il modo in cui si può creare nuovi posti di lavoro, prosegue il presidente regionale, “non semplicemente cambiando le leggi, e noi stiamo vivendo un periodo in cui la crescita economica è lontana dall’Italia. Questo è il problema”. Quello che sta facendo Renzi, ribadisce il presidente, “è fatto nel modo sbagliato: prima di fare le riforme, occorre spingere, incentivare la crescita economica in Italia e non è quello che Matteo Renzi sta facendo”.
Per Maroni, “noi abbiamo bisogno di una riforma strutturale. Ma una riforma strutturale è forse una nuova legge elettorale? È forse la riforma del Senato? Non penso. Una riforma strutturale consiste nel mantenere le promesse che hai fatto e Matteo Renzi non sta mantenendo la maggior parte delle promesse che ha fatto”.
In questo senso, il presidente della Regione Lombardia ricorda che Renzi “aveva promesso che avrebbe pagato tutti i debiti che lo Stato ha nei confronti delle aziende private, cioè più di 50 miliardi di euro. Ha fatto questa promessa a maggio, ha detto che prima della fine di settembre avrebbe pagato il 100% dei debiti, ma non lo ha fatto; aveva promesso la riforma della giustizia, ma non lo ha fatto; aveva promesso di ridurre le tasse, ma lo sta facendo con i soldi delle Regioni”.
Interpellato in materia economica, Maroni dice che “Bruxelles deve consentire all’Italia una certa flessibilità fiscale, altrimenti noi dovremmo uscire dall’Unione europea, perché non avrebbe senso restarvi contro il nostro interesse”. Secondo presidente della Lombardia, “Renzi può fare quello che ha in mente di fare e gode forse anche di un maggiore credito internazionale rispetto a Berlusconi, perché è ‘nuovo’, è giovane e ha una lunga strada da percorrere per dimostrare di essere un leader; Berlusconi è stato sul palcoscenico per più di 20 anni e ci sono diverse opinioni su di lui in ambito internazionale”.
Maroni aggiunge: “per quanto mi riguarda, non voglio essere aiutato né dalla Germania né da altri, voglio essere abbastanza forte da crescere e risolvere i miei problemi da solo e penso che l’Italia possa farcela”. In questo senso, conclude Maroni, “dobbiamo lavorare ancora più duramente e fare le cose giuste: sappiamo cosa dobbiamo fare e sappiamo che farlo in Italia è più difficile che altrove, ma penso che dobbiamo farlo”.