Roma, 5 ott. (AdnKronos) – Oggi in diverse piazze italiane sono tornate le ‘sentinelle in piedi’, movimento che manifesta contro la legge sull’omofobia ma in piazza, per contestare il movimento, è scesa anche la Rete della Conoscenza. “Siamo a Napoli stamattina e saremo nel corso della giornata a Genova, Torino, Bari e in diverse altre città – dichiara Camillo Villagran, responsabile nazionale Lgbtq della Rete della Conoscenza – per contestare chi difende l’omofobia e la discriminazione spacciandole per libertà d’opinione con ironia e irriverenza. Non vogliamo dare visibilità a queste manifestazioni medioevali, ma vogliamo piuttosto riapproppriarci coi nostri corpi e le nostre voci di quelle piazze che loro vogliono occupare”.
“L’istigazione all’odio non è libertà d’espressione – prosegue Villagran- Contestiamo le sentinelle in piedi perchè hanno la pretesa di spacciare per scientifica e legittima la loro paura e il loro odio verso gay, lesbiche e transgender. Loro si professano pacifiche ma ciò che rivendicano è il diritto di discriminare e opprimere, invocano la negazione di libertà per tante e tanti che considerano ‘diversi’ solo perché assolutizzano il modello di ‘normalità’ che sentono di incarnare e che la società propone come tale”.
“Come studentesse e studenti crediamo che sia un insulto all’intelligenza e ai diritti umani protestare contro l’introduzione del reato di omofobia e ridurre così a mera opinione ciò che ha portato e porta a tanti episodi di violenza – aggiunge Villagran – dai tanti casi di suicidi alle aggressioni, senza contare la violenza psicologica e verbale che quasi quotidianamente si manifesta anche nelle dichiarazioni pubbliche di ministre e ministri”.
“L’ignoranza crea la violenza e quindi per noi studentesse e studenti, contrastarla dal basso è una priorità – conclude Villagran – Nel 1990 l’Oms ha escluso l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali, ricerche più recenti dimostrano invece come le famiglie omogenitoriali non rappresentino un rischio né per il bambino né per nessuno: ci chiediamo se i libri che le sentinelle portano in piazza riportino queste notizie o se in questo caso preferiscano la censura?”.