(Adnkronos) – Le vendite da siti italiani, da quanto emerge dai dati trasmessi, hanno fatto registrare una crescita pari a circa 2 miliardi di euro, riconducibile per il 70% alla vendita di prodotti e per il 30% alla vendita di servizi. Tra i comparti di prodotto spiccano abbigliamento e informatica ed elettronica di consumo, che contribuiscono alla crescita complessiva con circa 350 milioni di euro ciascuno. Tra i servizi emerge il turismo, a cui è riconducibile un quarto della crescita totale, mentre restano sostanzialmente stabili gli altri settori. Il risultato di queste dinamiche è un incremento del peso dei prodotti sul totale eCommerce dal 40 al 45% nel 2014 . Il paniere dell’eCommerce italiano si sta quindi conformando a quello rilevato nei principali mercati stranieri, dove i comparti di prodotto hanno un peso più elevato rispetto ai servizi: si va dal 65% di Uk e Usa, al 75% circa di Francia e Germania fino all’80% di Cina e Corea del Sud.
Il valore del mercato eCommerce italiano, pari a 14,6 miliardi di euro e in crescita del 16% rispetto al 2013, porta la penetrazione dell’online a oltre il 3,5% del totale vendite retail. Cresce in modo considerevole il tasso di penetrazione dei comparti informatica ed elettronica di consumo (dal 7,5 al 10,5%), editoria (dal 4 al 7%) e abbigliamento (dal 2,9 a quasi il 4%), grazie ad una crescita delle vendite rispettivamente pari al 31, 34 e 25%. Nei servizi, la penetrazione media resta intorno all’8%, senza variazioni significative rispetto al 2013. Nel 2014, inizia a essere rilevante anche il contributo di alcuni comparti come il food&wine ‘gastronomico’, che nel 2014 vale oltre 200 milioni di euro (in crescita del 30%), l’arredamento, che vale oltre 130 milioni di euro (in crescita del 100%) e la profumeria e cosmetica, che nel 2014 raggiunge 40 milioni di euro (in crescita del 25%). L’export dell’eCommerce B2c italiano cresce del 24% e supera i 2,5 miliardi di euro. Le esportazioni, secondo quanto si evince dalla ricerca, valgono quindi un quinto delle vendite da siti italiani e sono imputabili per oltre il 50% al turismo. I principali mercati di sbocco restano quelli occidentali (Europa e USA), con l’aggiunta del Giappone e la Russia. Le Dot Com arrivano a pesare per il 54% delle vendite. Il restante 46% è costituito dal contributo delle imprese produttrici di servizi (32% delle vendite da siti italiani) e dei produttori di prodotti e dei retailer tradizionali (14%).
Secondo la ricerca, una rilevante spinta innovativa per il settore sta arrivando dalle startup: sono 1000 quelle finanziate e di queste 54 sono italiane. Sono due le iniziative identificate: i ‘merchant’, ossia operatori che vendono online prodotti o servizi, e i ‘service provider’, ossia aziende che offrono ai merchant soluzioni di supporto all’attività eCommerce. Le startup ‘merchant’ sono maggiormente concentrate nei settori abbigliamento (30%), arredamento e Design (10%), food&wine (8%) e turismo e trasporti (7%). Altri comparti molto attivi sono la ristorazione, i prodotti per l’infanzia, la cosmetica e il ticketing.