Londra, 30 ott. (AdnKronos/Cinematografo.it) – Dai buchi neri alle cavalcate nello spazio, dalla Terra a Saturno attraverso le galassie. E una storia formidabile: “Interstellar” di Christopher Nolan, dal 6 novembre in 600 copie nelle sale italiane per Warner Bros, mantiene le promesse e supera le aspettative. Un viaggio ipnotico e straziante, lungo tre ore che sembrano minuti, ricco di riferimenti letterari, filosofici e citazioni bibliche.
Filo conduttore l’amore: per l’umanità, la Terra, il nostro futuro. Quello immenso di Cooper (bravissimo Matthew McConaughey) per la figlia decenne Murph (interpretata nelle diverse fasce di età da Mackenzie Foy, Jessica Chastain ed Ellen Burstyn), pilota agricoltore che si lancia nell’ignoto per dare al mondo un’altra possibilità.
Il sogno di Nolan diventato realtà: a Londra per presentare il film racconta: “Sono cresciuto in un’epoca in cui diventare astronauta era il desiderio di ogni bambino. Con blockbuster come ‘Incontri ravvicinati del terzo tipo’ che parlavano di altre forme di vita intelligenti. L’esplorazione dell’universo, la tensione verso diverse frontiere, mi ha sempre affascinato come uomo e regista. Con Kip Thorne (famoso astrofisico e uno dei produttori, ndr) abbiamo cercato di non allontanarci troppo dalla verità scientifica, ma per me è ancora più significativo il percorso emotivo dei protagonisti: è una storia universale, che parla di sentimenti, di padri e figli, di doveri e sacrifici. Sono padre io stesso”.