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Banca Etruria ed il territorio di riferimento: la posizione di Confindustria Arezzo

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La Banca è stato il combustibile dell’imponente sviluppo industriale ed economico del territorio nella seconda metà del secolo scorso. Sono molti gli imprenditori di successo che hanno potuto dare avvio ai loro progetti industriali grazie al supporto della Popolare, basato più sulla valutazione qualitativa dell’imprenditore e del progetto che su garanzie o sulle precise valutazioni di tipo quantitativo che oggi caratterizzano il settore del credito. Già a partire dagli anni novanta, a causa di molteplici fattori esterni e di precise scelte aziendali, hanno iniziato ad allentarsi i forti legami fra la Banca locale ed il territorio di riferimento: gli effetti negativi sulla solidità della Banca, sommati alla prolungata congiuntura negativa, appaiono oggi di tutta evidenza.

Va preso atto che il processo di concentrazione del comparto bancario italiano, a sostegno del quale Banca d’Italia è fortemente impegnata, sta creando una netta divisione fra un sistema di istituti a vocazione locale e pochi grandi gruppi nazionali. Alla luce dell’offerta presentata dalla Popolare di Vicenza il Consiglio Direttivo di Confindustria si riunirà a breve per valutare la situazione, partendo da alcune considerazioni ritenute fondamentali e sulle quali il Direttivo stesso si è già unanimemente espresso.

– Il marchio della Banca è un Valore: eliminarlo significherebbe interrompere una lunga tradizione e perdere il rapporto preferenziale che per generazioni ha permesso all’Istituto di essere un volano dell’economia in grado di trasformare la raccolta in leva dello sviluppo industriale e della diffusione di benessere per le nuove generazioni.

– Una significativa presenza manageriale con elevata competenza ed autonomia operativa ad Arezzo è un Valore: allontanare dal territorio e dalle sue imprese un vero ed effettivo centro decisionale dotato della necessaria autonomia operativa sarebbe un errore fatale; ne conseguirebbe il distacco dalla realtà locale e la necessità per il territorio di identificare nuovi stabili punti di riferimento.

– La leadership conquistata dal distretto orafo, del quale la Banca è asset strategico, è un Valore: è necessario garantire gli attuali livelli di operatività delle aziende del territorio, in un settore nel quale gli strumenti finanziari a disposizione sono fortemente concentrati su pochi Istituti. La presenza ad Arezzo della Sede Direzionale nel settore è fondamentale per consolidare il Distretto come punto di riferimento baricentrico a livello nazionale ed internazionale nel settore dei metalli preziosi.

– L’impegno della Banca nella conservazione e valorizzazione dell’importante e ricco patrimonio storico-culturale del territorio è un Valore: si tratta di un impegno assunto e mantenuto di generazione in generazione, un’opportunità ed un investimento strategico a sostegno del futuro del territorio e garanzia dell’immutata attenzione della Banca.

– La presenza di imprenditori locali di rilievo nei vertici è un Valore: il nostro territorio è ricco di importanti realtà industriali solide e globalizzate che possono certamente garantire la necessaria managerialità e competenza e dare un importante contributo allo sviluppo della Banca.