Roma, 26 dic. (AdnKronos) – Artigiani e piccole imprese promuovo il Jobs Act. E’ quanto emerge da un’indagine realizzata nei giorni scorsi dalla Cna, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, su 1630 imprese associate, per le quali il provvedimento ridurrà la segmentazione del mercato del lavoro e incentiverà la nuova occupazione a tempo indeterminato, senza aumentare i costi per le piccole imprese sotto i 16 dipendenti.
Contratto a tutele crescenti. Per il 53% delle imprese intervistate, infatti, il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti rappresenta una necessaria semplificazione rispetto ai contratti oggi esistenti. Per un’impresa su cinque produrrà vantaggi anche in termini di maggiore flessibilità nella gestione dei rapporti di lavoro.
Decontribuzione per le assunzioni. Per il 49,5% l’esonero dal versamento dei contributi sposterà la convenienza verso il contratto a tempo indeterminato. Gli effetti della decontribuzione sull’aumento dell’occupazione appaiono invece incerti. La decontribuzione appare la misura più idonea per rilanciare l’occupazione ma potrebbe risultare poco efficace senza la crescita economica del Paese. Per un imprenditore su cinque l’esenzione dal pagamento dei contributi INPS aumenterà sicuramente la domanda di lavoro. Tuttavia, secondo il 71,7% delle imprese, è necessario che prima migliorino le condizioni economiche dell’Italia. Non a caso sono le imprese operanti nei settori maggiormente colpiti dalla recessione (costruzioni e impiantistica) a ritenere che il Jobs Act, da solo, rischia di non essere sufficiente a fare ripartire l’occupazione.