Roma, 11 nov. (Labitalia) – Tanta attenzione e molto interesse alle proposte sindacali, tanta buona volontà, tante buone intenzioni, ma, al momento, nessun segnale concreto che la legge di stabilità possa cambiare direzione di marcia. E' questa, per i leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, la conclusione di una mattinata di incontri, prima con i parlamentari di Sel, poi del Pd, alla ricerca di un consenso politico che rimetta al centro della legge di stabilità il lavoro, il taglio delle tasse e la ripresa dei consumi nel giorno dell'avvio dell'ondata di scioperi regionali che si concluderanno il 15 novembre prossimo. "Incontri positivi nel quali Sel e Pd hanno compreso le nostre ragioni", dice al termine del giro di 'consultazioni' Susanna Camusso, che però aggiunge: "Ma se devo dire che c'è una coerente forza nel trovare una soluzione, questa mi pare che non ci sia ancora", prosegue, annunciando la decisione presa con il Pd "di continuare attraverso altri incontri la selezione degli emendamenti". Al momento, infatti, per la Cgil, "non sembra ci sia ancora una scelta di fare davvero una legge differente da quella presentata" preferendo restare piuttosto in quella logica "di galleggiamento", propria della attuale legge di stabilità. E il premier "sbaglia quando dice che la legge non può cambiare", rimarca ancora Camusso, che ribadisce come il provvedimento condanni in realtà il Paese alla deflazione e alla disoccupazione mentre avrebbe solo bisogno "di veder aumentati i redditi da lavoro dipendente e da pensione spostando la tassazione sulle rendite finanziarie".Discussione "proficua" ma al momento senza risultati concreti anche per il leader Cisl. "Il Pd ha condiviso molti aspetti di quanto abbiamo detto; ha dimostrato buona volontà e attenzione ma per la prova dei fatti bisognerà ancora attendere", sintetizza Raffaele Bonanni che ribadisce la strada indicata dai sindacati: "Serve una riduzione delle tasse su lavoro e pensioni e interventi che portino a un aumento dei consumi con cui assestare un colpo virtuoso all'economia. E invece ci troviamo di fronte ad un aumento delle tasse che stanno diventando la tomba dell'economia", dice ancora. Né convince la Cisl l'idea di circoscrivere la platea dei beneficiari del taglio del cuneo, per aumentare la portata del vantaggio fiscale. "Figurarsi se non siamo dalla parte dei poveri e delle famiglie ma quello che serve è un rilancio dei consumi", spiega ancora Bonanni. Una proposta che non piace neppure alla Uil. "Abbiamo spiegato che contrapporre una politica del lavoro a una politica contro la povertà è inaccettabile", dice il leader Luigi Angeletti al termine dell'incontro con il Pd al quale ha ribadito la strategia anci crisi del sindacato: "Usare tutte le risorse dervanti da un taglio delle spese inutili per finanziare una riduzione delle tasse sul lavoro". Questo, d'altra parte, ricorda ancora, "era quello su cui si è chiesto il voto di fiducia". Se invece, conclude, "tutto è fatto per prendere tempo allora non può funzionare perché ormai il tempo costa in termini di aumento vertiginoso dei disoccupati", conclude. Con il Pd potrebbe esserci un secondo round nei prossimi giorni mentre il giro di consultazioni con gli altri partiti continua: nel pomeriggio tocca a Fratelli d'Italia mentre dal Movimento 5 stelle e dal Pdl a cui Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro non sono arrivate, per ora, indicazioni di sorta.