Roma, 25 ott. (Adnkronos Salute) – Lavori in corso in Parlamento per riformare il sistema dei ticket sanitari. L'ex ministro della Salute, ora parlamentare di Scelta Civica per l'Italia, Renato Balduzzi, sta infatti preparando una proposta di legge che, a quanto apprende l'Adnkronos Salute, dovrebbe essere presentata subito dopo l'approvazione della legge di stabilità. L'impianto base dovrebbe essere quello già ipotizzato quando Balduzzi era alla guida del dicastero di Lungotevere Ripa, vale a dire la franchigia legata al reddito Isee. L'idea sarebbe quella di stabilire un contributo massimo (la franchigia, appunto) fino al quale si pagherebbero interamente le prestazioni sanitarie. Dopo di che, superata la quota, tutte le spese sarebbero a carico dello Stato. Nel 2012 erano circolate varie ipotesi. Inizialmente si era parlato di una franchigia fino al 3 per mille del reddito lordo annuo (con 10 mila euro di reddito si pagherebbero quindi 30 euro), ma sul tavolo furono messe anche proposte più incisive. Circolò ad esempio l'ipotesi di una franchigia dal 7 al 9 per mille o la creazione di sei fasce di reddito (6.000, 12.000, 18.000, 30.000, 40.000 e oltre 40.000), la prima delle quali doveva essere esente da ticket. Al momento, la proposta di legge di Balduzzi è ancora nella fase 'lavori in corso'. Nessuna percentuale è stata messa nero su bianco. Quello che si conosce sono le entrate complessive dei ticket, che ammontano a 4 miliardi di euro complessivi, tra specialistica, farmaceutica, eccetera. Una grossa somma che ha spinto l'ex ministro della Salute a pensare a una soluzione che possa rendere equo il meccanismo della compartecipazione. La proposta di Balduzzi, se riuscisse ad andare in porto, farebbe sparire di colpo le esenzioni in base al reddito (ora 36 mila euro circa). Una vera e propria rivoluzione, considerando che oggi, in Italia, si registrano una valanga di ricette 'no ticket', di cui poco meno della metà (67 mln su 144 mln) per motivi legati al basso reddito dei cittadini. Un effetto della crisi economica, probabilmente. Sta di fatto che in un anno, dal 2011 al 2012, le prescrizioni con il codice di esenzione per reddito sono passate da poco più di 64 milioni a poco meno di 67 mln. Per la precisione: 2,7 milioni in più.In assoluto, il 70% delle ricette per esami, visite specialistiche, analisi di laboratorio, lastre, risonanze, ecografie e altre prestazioni di diagnostica strumentale è con esenzione del ticket: 145 milioni su 207 mln. Una percentuale che in alcune regioni raggiunge vette da record: 86% in Campania, 84% in Calabria, 82% in Puglia, 80% in Sicilia.