Roma, 25 ott. (Labitalia) – "Sulla tracciabilità del 'prodotto tabacco' vanno coinvolte assolutamente le industrie manifatturiere, e non escluse come vorrebbe fare l'ultima direttiva europea. Tutti gli anelli della catena produttiva devono fare parte del percorso di tracciabilità". Così Carlo Sacchetto, direttore dell'Apti, l'associazione professionale trasformatori tabacchi italiani, commenta, con Labitalia, i dati su tracciabilità e contraffazione dei prodotti da tabacco diffusi ieri nel corso di un workshop The European House – Ambrosetti, in collaborazione con Philip Morris Italia. Per Sacchetto, "dai dati diffusi emerge che va bene il lavoro svolto dalle forze dell'ordine per tenere sotto controllo il fenomeno della contraffazione. Ma allo stesso tempo la percentuale più bassa, rispetto a quella europea, di sigarette false non ci deve fare stare tranquilli e abbassare la guardia, perchè, come ha detto il tenente colonnello della Guardia di Finanza, Cosmo Virgilio, il fenomeno è in ripresa anche da noi". E Sacchetto ricorda che "dal punto di vista della produzione agricola del tabacco la filiera illegale opera in evidenza condizione di concorrenza sleale, visto che può contare su un costo di produzione più basso, che porta a un conseguente costo minore del prodotto finale stesso".