Roma, 12 giu. (Labitalia) – "Senza un cambiamento profondo delle politiche, in Europa e in Italia, non se ne esce". Guarda alla crisi il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, evidenziando che "la missione fondamentale del 'Governo al servizio dell'Italia e dell' Europa' – come lo ha definito il presidente del Consiglio – sembra a noi chiarissima: agire con tempestività e agire in profondità". Agire con tempestività, dice, "per dare risposte alle tante emergenze di un'Italia dove l'area del disagio occupazionale riguarda ormai 9 milioni di persone, dove i consumi sono tornati ai livelli del 2000 e gli investimenti pubblici a quelli del 2003 e dove, già solo nel primo trimestre di quest'anno, hanno chiuso i battenti piu' di 40mila imprese".Quanto alle politiche Ue, Sangalli guarda al prossimo appuntamento a Bruxelles: "Se ci sarà condivisione, lo capiremo presto. Lo capiremo già dai risultati del Consiglio europeo della fine del mese e dalla concretezza delle misure annunciate per l'occupazione dei giovani". E' questo quanto chiediamo all'Italia e all'Europa: misure concrete e misure robuste e non ''pannicelli caldi''. In Europa e in Italia, evidenzia, "serve davvero un Patto di stabilità più intelligente, intelligente perché consapevole che senza crescita, ovviamente, non vi è uscita dalla recessione e che, senza uscita dalla recessione, ovviamente, non vi è neppure stabilità delle finanze pubbliche". "Con grandi sacrifici, fatti dalle famiglie, dai lavoratori e dalle imprese, siamo riusciti a chiudere la procedura di infrazione in sede europea. Bisogna ora procedere con una contrattazione serrata, a livello europeo, per ottenere più margine di manovra a favore degli investimenti pubblici qualificati e per il rilancio degli investimenti privati", spiega. Per esempio, prosegue, "penso allo sblocco del cofinanziamento di parte nazionale a fronte dei fondi strutturali europei". "Questo consentirebbe – afferma – di mettere in campo 31 miliardi di euro; risorse preziose anche per il nostro Mezzogiorno, dove il reddito pro capite è ormai inferiore a quello della Grecia e il 40% delle famiglie e' a rischio povertà, come ha ricordato il Censis".