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Regioni chiedono incontro a De Girolamo per difesa settore tabacco

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Perugia, 30 mag. (Labitalia) – Sostenere con forza, in sede di Consiglio europeo, la posizione del Parlamento europeo a favore della possibilità di reintrodurre gli aiuti comunitari accoppiati per il tabacco e prevedere una dotazione finanziaria aggiuntiva nei Programmi di sviluppo rurale dei prossimi anni, al fine di attuare una 'strategia tabacco' all'insegna della ristrutturazione e della riconversione aziendale. Lo chiedono al governo gli assessori all'Agricoltura della Regione Umbria, Fernanda Cecchini, Veneto, Franco Manzato, Campania, Daniela Nugnes, e Toscana, Gianni Salvadori, in una lettera inviata al ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, in cui sollecitano un incontro in difesa di un settore economico strategico per l'Italia oltre che per le rispettive regioni. "La richiesta di inserire le problematiche del settore tabacchicolo tra le priorità da discutere con il ministro è stata recepita dal coordinamento nazionale degli assessori regionali all'Agricoltura, che si è riunito oggi a Roma – sottolinea l'assessore Cecchini – e che ha definito le questioni più urgenti da sottoporre nel confronto con il ministro De Girolamo: la posizione italiana riguardo alla trattativa in corso per la nuova programmazione comunitaria, le politiche venatorie con particolare riguardo ai danni provocati all'agricoltura dalla fauna selvatica, il Piano nazionale per l'uso dei fitofarmaci e, appunto, il tabacco". In particolare, per il settore tabacchicolo, si evidenzia come con la riforma 2004 dell''Ocm' si sia determinato, a partire dal 1° gennaio 2010, il completo disaccoppiamento dell'aiuto diretto. "La situazione antecedente la riforma – scrivono gli assessori – era particolarmente importante per l'Italia visto e considerato che è il primo Paese europeo per coltivazione di tabacco e il decimo a livello mondiale. Con l'eliminazione degli aiuti accoppiati alla produzione, e alla luce dei costi di coltivazione elevati, le imprese del settore si sono progressivamente indebolite, con un conseguente drastico crollo delle superfici e delle produzioni". "Oggi – affermano – il 95% della produzione nazionale si concentra in Umbria, Veneto, Campania e Toscana e l'80% nelle province di Perugia, Verona, Arezzo, Caserta e Benevento: in queste ultime due il tasso di disoccupazione ha superato il 14%. La coltivazione del tabacco – proseguono nella lettera – richiede un impiego di manodopera notevolmente superiore ad altre colture agricole. Dal punto di vista economico, l'impatto è rilevante, dal momento che per ogni euro di valore della produzione agricola se ne generano 2,1 a livello complessivo; inoltre, spesso la coltura è praticata anche da piccole aziende e rappresenta un fattore di sostentamento economico in grado di mantenere l?attività agricola persino nelle zone svantaggiate".Lo scorso marzo il Parlamento europeo ha discusso e votato a favore della possibilità di reintrodurre gli aiuti comunitari accoppiati per tale coltura nell'ambito dell'articolo 38 della proposta di Regolamento. Attualmente il 'trilogo' vede la posizione espressa dal Parlamento non ottenere il consenso della Commissione e del Consiglio con il rischio di un ulteriore peggioramento delle prospettive del settore.
E' per questi motivi che gli assessori ritengono importante che il governo italiano in sede di Consiglio europeo sostenga con forza la posizione del Parlamento europeo. "In secondo luogo, per garantire un minimo di sostenibilità nella prosecuzione dell'attività tabacchicola – concludono – è decisivo poter dare continuità a un'azione specifica da svolgersi attraverso i Piani di sviluppo rurale dei prossimi anni con una dotazione finanziaria aggiuntiva che consenta ancora di perseguire una 'strategia tabacco' all'insegna della ristrutturazione e della riconversione aziendale, ovvero della riconversione territoriale ben lungi dall'essere ultimata".

Articlolo scritto da: Adnkronos