Roma, 30 mag. (Labitalia) – In occasione della Giornata mondiale senza tabacco di domani, 31 maggio, promossa dall'Organizzazione mondiale della sanità, il cui tema quest'anno è il divieto totale di pubblicità, promozione e sponsorizzazione dei prodotti del tabacco, British American Tobacco Italia (Bat Italia) invita a riflettere su come sarebbe il mondo se l'industria legale del tabacco non esistesse, lanciando l'allarme contrabbando. "Quello che è certo – sostiene Kingsley Wheaton, direttore di Corporate affairs del gruppo British American Tobacco – è che le persone continuerebbero a fumare. L'unica differenza sarebbe che invece di comprare sigarette prodotte e commercializzate in maniera legale, i fumatori ricorrerebbero al mercato nero. L'industria del tabacco è un business assolutamente legale; il nostro gruppo lavora in maniera responsabile, nel rispetto delle leggi. Purtroppo, non si può dire lo stesso della complessa rete criminale che sarebbe pronta a prenderne il posto"."A livello globale – si legge in una nota Bat Italia – il contrabbando di prodotti del tabacco genera un volume di vendita pari a circa 660 miliardi di sigarette rappresentando, per paradosso, la terza azienda del settore. Nell'Unione europea il fenomeno rappresenta oltre l'11% e nel 2012 ha determinato perdite erariali per gli Stati membri pari a 12,5 miliardi di euro". "In Italia – continua la nota – il contrabbando ha raggiunto, nel primo trimestre del 2013, una quota del 9.6% registrando un'impennata del 300% rispetto al dato del 2011. Se nel 2011 le perdite per l'erario si attestarono a circa 420 milioni di euro, per il 2013, qualora il dato del contrabbando dovesse rimanere tale, si stima che le perdite per le casse dello Stato Italiano salirebbero a circa 1,4 miliardi di euro, alle quali vanno aggiunti mancati introiti per la filiera pari a circa 400 milioni di euro. Oltre ai danni economici – precisa Bat Italia – il contrabbando di sigarette aggrava radicalmente problematiche sociali quali quelle legate al fumo minorile. L'assenza di controlli sulle vendite e i prezzi notevolmente inferiori a quelli del mercato legale rappresentano per i minori un modo estremamente facile per accedere al fumo. A conferma di ciò, una ricerca condotta attraverso la raccolta di pacchetti vuoti attorno ad alcune scuole di Napoli ha evidenziato che il contrabbando in queste aree raggiunge livelli addirittura pari al 64% e comunque mai inferiori al 20%". "Tra le cause di questa ripresa del fenomeno – continua Bat Italia – la crisi economica, l'eccessiva fiscalità e una regolamentazione a volte troppo sbilanciata: a tal riguardo, preoccupa il processo di revisione della direttiva europea attualmente in corso. Tra le misure proposte, il divieto totale delle sigarette slim e dei pacchetti da 10 oltre all'introduzione di avvertenze sanitarie con immagini choc che occuperebbero il 75% del pacchetto rendendolo di fatto standardizzato". "Queste misure qualora approvate – afferma Giovanni Carucci, vicepresidente di Bat Italia – darebbero un ulteriore impulso al contrabbando: molti fumatori, non trovando più la sigaretta desiderata sul mercato legale, si sposterebbero verso prodotti illeciti a prezzi inferiori. Si stima che solo i consumatori di pacchetti da 10 e formati slim costituiscano circa il 20% del mercato. L'aumento del traffico illecito, quindi, non ridurrebbe l'incidenza del tabagismo ed avrebbe ricadute negative sia sullo Stato che sulla filiera legale, che solo in Italia occupa oltre 200.000 addetti". Ne risulta che, concepire un mercato senza la presenza dell'industria legale del tabacco o intervenire con regolamentazioni che rasentano il proibizionismo, gioverebbe in maniera esponenziale solo all'industria illegale di sigarette con effetti, quindi, del tutto opposti rispetto ai legittimi obiettivi di salute pubblica portati avanti dall'Oms e dai governi.
Articlolo scritto da: Adnkronos