Home Nazionale Marchionne, governo scelga 5 cose importanti da fare in 90 giorni

Marchionne, governo scelga 5 cose importanti da fare in 90 giorni

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Firenze, 13 giu. (Labitalia) – "Quello che posso dire al governo è: scegliete le cinque cose più importanti, quelle che possono veramente influire sulla vita delle persone; cinque cose che si possono fare e si possono fare ora. Datevi novanta giorni di tempo per realizzarle e poi passate alle cinque successive". Lo ha detto l'ad di Fiat, Sergio Marchionne, parlando all'assemblea di Confindustria Firenze. Serve "uno scatto di orgoglio, uno sforzo collettivo, una specie di patto sociale, chiamatelo piano Marshall per l'Italia o come volete", ha sottolineato. "Un piano di coesione nazionale per la ripresa economica", lo ha definito Marchionne, che poi ha aggiunto: "Dobbiamo scommettere sul futuro dell'Italia". "Se fra un paio di anni saremo ancora qui a lamentarci delle inefficienze e dei problemi di competitività del nostro Paese non dovremo che vergognarci di noi stessi", ha quindi rimarcato. Una delle ragioni "per cui l'Italia si trova nella condizione attuale riguarda il fatto che, pur avendo avuto a disposizione enormi benefici dall'adesione all'euro, ha sprecato una grande opportunità", ha spiegato. "Dal momento in cui abbiamo avuto la certezza dell'introduzione dell'euro -ha proseguito l'ad di Fiat- abbiamo potuto contare su tassi di interesse molto bassi sul nostro debito pubblico. Ma da allora non siamo stati in grado di sfruttare il vantaggio guadagnato con l'adozione della nuova moneta". In particolare, "la spesa pubblica, al contrario -ha osservato Marchionne- ha continuato ad aumentare, assorbendo quasi la metà della ricchezza prodotta dal Paese; non abbiamo adeguato il nostro sistema di protezione sociale ai cambiamenti del mondo e della società, non abbiamo modificato a struttura dei costi di gestione del paese, non abbiamo approvato nessuna riforma davvero di sostanza, al di la' di quella sulle pensioni"."Ci troviamo oggi con un sistema obsoleto che non è più in grado di assicurare un Paese competitivo", ha avvertito, aggiungendo: "Andare alla ricerca del responsabile non serve a nulla, lo siamo tutti. Chi ha governato il Paese è responsabile. Chi è stato chiamato per aiutare a scrivere le politiche di gestione del paese è responsabile. Chi si è reso complice dell'inerzia, inclusi tutti noi, è responsabile. Ma puntare il dito sull'uno o sull'altro non renderà le cose più facili e, di certo, non servirà a trovare una soluzione. Fino a quando continuerà la caccia alle streghe -ha sottolineato l'ad Fiat- non faremo altro che sprecare un sacco di tempo in questioni inutili".