La Galleria Ivan Bruschi, amministrata da Banca Etruria, in occasione della Fiera Antiquaria di sabato 5 e domenica 6 ottobre presenta al pubblico, come di consueto, un’accurata selezione di oggetti di antiquariato e modernariato e opere d’arte di vario genere. La Galleria rappresenta uno dei valori aggiunti della Fiera Antiquaria, ideata nel 1968 proprio da Bruschi nel corso degli anni l’ha resa uno dei mercati antiquari più celebri d’Italia, perpetuando così la tradizione e l’amore per l’antiquariato e l’arte che da sempre caratterizzano la cultura del nostro territorio.
Ormai da alcuni mesi la Galleria, in occasione delle varie edizioni della Fiera, propone, di volta in volta, agli amanti dell’antiquariato, oggetti unici nel loro genere e questo mese dedica una particolare attenzione agli appassionati di orologeria. Saranno infatti presenti negli stand 4 rari esemplari di orologi: il primo è uno notturno firmato Stefano Panatti – Venezia, del 1659, con quadrante dipinto ad olio su rame raffigurante San Girolamo nella grotta che con la mano destra si batte il petto con la pietra mentre con la sinistra mostra la Bibbia ed il leone al suo fianco, la sua particolarità sta nel fatto che una candela, posta all’interno dell’orologio, consentiva di vedere le ore notturne attraverso il disco traforato delle ore. Un secondo orologio è un modello da tavolo, “saliera”, proveniente dalla Germania e datato 1650 circa, in bronzo dorato con fascia delle ore in numeri romani e minuteria, il movimento è firmato Michael Fabian e, infine, segnaliamo un orologio “Cartel“ Luigi XVI, in bronzo dorato con motivi floreali, quadrante a smalto con ore romane e minuti con numeri arabi, il movimento è firmato da Castagnet. Parigi 1779. L’orologio presenta un solo foro di carica per il tempo, la suoneria delle ore e mezze, una cordicella per la carica della suoneria della sveglia e una per la ripetizione della suoneria delle ore.
Infine per tutti gli stimatori di orologi e pittura segnaliamo un quadro viennese, dipinto a cavallo tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800, olio su tela raffigurante scene di vita agreste in una valle alpina che presenta, all’interno della torre del castello, un orologio alloggiato con scappamento a verga e suoneria delle ore e quarti.