Palermo, 28 ago. (Labitalia) – Al rientro dal periodo delle ferie al Cantiere navale di Palermo quasi la meta' dei 480 lavoratori sara' in cassa integrazione: dai 160 attuali si passera' a 200 cassintegrati. In questo momento (tra ferie e cig) si e' raggiunto il minimo storico: sono appena 50 i lavoratori attivi, impegnati unicamente in officina in opere di manutenzione, nell'assenza di commesse nel settore della costruzione o trasformazione navale. ''Diremo al prefetto che la situazione e' drammatica – dicono il segretario Cgil di Palermo, Maurizio Cala', e il rappresentante Fiom Cgil Palermo, Francesco Piastra -. Per questo chiediamo al nuovo prefetto di convocare subito i vertici di Fincantieri, il sottosegretario allo Sviluppo economico, Comune ed Autorita' portuale per rendere operativo il piano di sviluppo nel comparto off-shore che Fincantieri ha annunciato il 29 luglio al ministero''.Il 18 settembre e' previsto al ministero dello Sviluppo economico un nuovo aggiornamento. L'opera annunciata, un bacino galleggiante da 100 mila tonnellate per mettere in lavorazione le piattaforme offshore, dovrebbe essere realizzata in concorso con la Regione siciliana e con lo stesso ministero. Fiom, Fim e Uilm hanno gia' chiesto un incontro urgente al prefetto. ''Dobbiamo arrivare a quel tavolo con le idee chiare – dicono Fiom e Cgil -. Al momento, infatti, non esiste nessuna certezza sui tempi di realizzazione. E' necessario e urgente pertanto un tavolo propedeutico per concordare con Fincantieri come e in che tempi intende costruire il nuovo bacino galleggiante da 100 mila tonnellate che servira' ad attivare nuove risorse nel campo dell'offshore'', aggiungono Maurizio Cala' e Francesco Piastra. Al tavolo palermitano Fiom, Fim e Uilm chiedono, in particolare, la presenza del sottosegretario allo Sviluppo economico, Simona Vicari, e della Regione, per chiarire l'importo dei possibili interventi finanziari. ''Non possono essere consentiti tempi lunghi. Se entro fine anno non inizia la costruzione del nuovo bacino gli operai non possono tornare al lavoro'' concludono.