Home Nazionale Federdistribuzione, serve nuova riforma, Fornero ha irrigidito part-time

Federdistribuzione, serve nuova riforma, Fornero ha irrigidito part-time

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Roma, 21 mag. (Labitalia) – Serve "una riforma del mercato del lavoro più adeguata alle nuove esigenze del Paese: nonostante gli auspici che hanno accompagnato la recente legge di riforma del mercato del lavoro, quest'ultimo è ancora troppo rigido e caratterizzato da una scarsa flessibilità in entrata, in uscita e nello svolgimento del rapporto di lavoro, elemento, quest'ultimo, particolarmente importante per ottenere un recupero di efficienza". E' l'appello che lancia Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione, associazione espressione della Distribuzione moderna organizzata (Dmo) in Italia, nel corso del suo intervento al convegno 'Occupabilità, salario e produttività. Innovare il lavoro: antichi e nuovi nodi irrisolti', in corso alla Camera dei deputati e organizzato dalla stessa associazione. Secondo Cobolli Gigli, "una maggiore flessibilità darebbe più produttività e competitività alle imprese dell'indotto, di cui potrebbero godere anche le imprese che lavorano con noi; attirerebbe maggiori investimenti dell'imprenditoria estera, con positive ricadute occupazionali; scoraggerebbe meno le assunzioni". Senza dimenticare che, aggiunge Cobolli Gigli, "la riforma ha irrigidito il part time (è il 47% dei nostri contratti) e non riesce a cogliere, per quanto riguarda il tempo determinato, le specificità del nostro settore, caratterizzato da periodi discontinui di forti picchi nelle vendite". "La nostra stagionalità non rientra nella definizione normativa prevista per non essere gravata dalla aliquota aggiuntiva Aspi dell'1,4% della retribuzione lorda, introdotta per finanziare i nuovi ammortizzatori sociali", spiega. "Questo non ci permette di cogliere le opportunità -continua Cobolli Gigli- previste dal provvedimento per questa tipologia contrattuale. Occorre quindi comprendere la necessità di incentivare, attraverso l'impiego di fisiologici contratti di lavoro a tempo determinato, possibili investimenti nazionali e internazionali correlati all'avvio di nuove attività, aperture o progetti, che presuppongono nella fase di start up proprio un importante e positivo ricorso a questo tipo di contratto". "Inoltre occorre combattere la crescente disoccupazione con un'urgente attuazione delle politiche attive, attraverso decreti attuativi che le rendano -conclude- immediatamente applicabili e varando più efficaci strumenti di incontro tra domanda e offerta di lavoro".

Articlolo scritto da: Adnkronos