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Federdistribuzione, in calo utile netto imprese distribuzione moderna

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Roma, 21 mag. (Labitalia) – "Nel 2011, ultimi dati disponibili, l'analisi di Trade Lab porta in luce un utile netto medio delle imprese distributive alimentari e non alimentari viste nel loro complesso pari allo 0,1% del fatturato (nel 2006 era l'1,4%)". E' il dato che fornisce Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione, associazione espressione della Distribuzione moderna organizzata (Dmo) in Italia, nel corso del suo intervento al convegno 'Occupabilità, salario e produttività. Innovare il lavoro: antichi e nuovi nodi irrisolti', in corso alla Camera dei deputati. Secondo Cobolli Gigli, "detto in altro modo, l'89% del valore aggiunto creato dal settore è destinato alla remunerazione del fattore produttivo lavoro". "Per il resto -aggiunge- il 7% è remunerazione della pubblica amministrazione (sono le imposte), il 3% è remunerazione del capitale di credito e solo l'1% rimane come remunerazione dell'azienda. Solo a titolo di esempio, ricordo che l'utile netto medio delle più rilevanti imprese fornitrici della Dmo è stato nel 2011 pari al 3,2%, poco più basso del 3,5% registrato nel 2007, con una ripartizione del valore aggiunto che ne destina alla remunerazione d'azienda il 19%". Secondo Cobolli Gigli, "questi numeri devono far riflettere, perché non sono solo il grido d'allarme di un settore ma rappresentano, a cascata, anche un problema per l'intera economia nazionale e per quella dei territori". "Un indebolimento della Dmo -conclude- si ripercuote direttamente in un peggioramento delle condizioni di acquisto dei cittadini. Un'impresa in difficoltà dal punto di vista della sua redditività -conclude Cobolli Gigli- deve in qualche modo reagire, se vuole perpetuarsi nel tempo e continuare a dare il suo contributo alla società".

Articlolo scritto da: Adnkronos