Questo è un libro che non ha certo bisogno di tante presentazioni, così come chi l'ha scritto.
Delitto e castigo è uno dei classici più famosi al mondo, ma i personaggi e la storia sono senza tempo.
Fëdor Dostoevskij (Mosca, 30 ottobre 1821- San Pietroburgo 28 gennaio 1881 secondo il calendario giuliano, utilizzato in Russia a quei tempi) è considerato uno dei più grandi romanzieri della storia.
Ci sarebbe molto da dire su di lui, data la sua fama e il patrimonio letterario che ci ha lasciato. Consideriamo i fatti più importanti: è uno degli inventori del romanzo psicologico, passò in prigione quattro anni in Siberia sotto il regime di Nicola I, accusato di partecipazione a società segreta a scopi sovversivi. I durissimi anni che trascorse in prigione gli ispirarono due delle sue opere più famose, Memorie dal sottosuolo, in cui sostiene che la prigione è inutile perché non migliora gli uomini, anzi li rende simili a bestie, e Delitto e castigo.
Il romanzo, immenso in italiano ma alquanto conciso in madrelingua (la lingua russa è famosa per avere verbi che possono riassumere un' intera frase) racconta le vicende di Rodion Raskol'nikov, un giovane studente impoverito, reso apatico e cinico dalla povertà e dall'indigenza, che vede nell'omicidio di un'ignobile e crudele usuraia (da lui stesso definita un pidocchio, un essere inutile) la sua unica via d'uscita.
Così, armatosi di un'accetta, va dalla vecchia e la uccide, ritrovandosi però costretto ad assassinare anche la povera e schiva sorella minore dell'usuraia, Lizaveta, trovatasi nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Da lì in poi c'è il lungo cammino che Raskol'nikov compie verso la redenzione, colto da improvvise febbri violente, assalito da allucinazioni e da incubi angosciosi. Sarà l'incontro con Sonja a farlo redimere. Sonja è una giovane ragazza costretta a prostituirsi per mantenere la matrigna malata e i fratellastri, conservando al contempo la sua anima pura e la sua forte religiosità.
Raskol'nikov riuscirà ad accettare il suo castigo e quindi a trovare la pace interiore grazie all'ammissione della colpa e all'aiuto di Sonja.
Contemporanea alla sua storia, veniamo anche a conoscenza delle vicende della famiglia e degli amici di Raskol'nikov: la sorella Dunja, costretta a lasciare il suo lavoro di istitutrice perché molestata dal suo datore di lavoro, Razumichin, fedele, buono e unico amico di Raskol'nikov, l'ispettore di polizia Porfirij, che nonostante intuisca la colpevolezza di Raskol'nikov, resterà comunque scevro di giudizi morali.
Articlolo scritto da: Irene Mori