Roma, 3 ott. (Labitalia) – Dal 2007 al primo semestre di quest'anno nel nostro Paese abbiamo detto 'addio' a 340 mila contratti di collaborazione, tra co.co.co e a progetto, nel mondo del lavoro autonomo e professionale. E' la stima che arriva oggi dalla Cgil in occasione della Conferenza d'indirizzo della Consulta del lavoro professionale Cgil 'Diritti e rappresentanza nel lavoro professionale'.Secondo il sindacato, infatti, "ai 208 mila posti da collaborazione persi nel quinquennio fino al 2011 vanno aggiunti, secondo l'Istat, ulteriori 132 mila rapporti di contratto a progetto persi tra l'ultimo trimestre 2012 e il primo semestre 2013 dopo la riforma del lavoro Fornero". Posti di lavoro, che, spiega la Cgil, "al contrario di quanto sperato, si sono 'persi' verso la disoccupazione, verso l'apertura di partite Iva individuali (confermato dal contemporaneo aumento delle partite Iva iscritte alla stessa Gestione separata, con un +59 mila negli stessi 5 anni), verso forme di lavoro ancora meno controllate e visibili nelle statistiche come le collaborazioni occasionali con ritenuta d?acconto e, in alcuni settori, la cessione dei diritti d'autore". "Da ultimo, probabilmente -attacca il sindacato- una quota non irrilevante di posti scomparsi si sono spostati verso il lavoro nero". E per la confederazione di Corso d'Italia "l'aggravante di questa enorme perdita di lavoro è che essa ha riguardato lavoratori spesso laureati e più giovani della media dei lavoratori italiani, senza che ci fosse nessun ammortizzatore sociale durante tutta la crisi. Ciò stride fortemente se paragonato ai giusti ed enormi sforzi fatti per sostenere il reddito di tutte le altre componenti del lavoro durante gli anni della crisi".