Roma, 11 set. (Labitalia) – "I manager italiani chiedono alle forze politiche, di ogni schieramento, responsabilità e senso del dovere verso l'Italia soprattutto in questa fase di svolta, confermata dalle stime sul Pil italiano in miglioramento dello 0,3% rispetto alle ultime previsioni di giugno e in crescita dello 0,7% nel 2014. Una crisi politica ora sarebbe deleteria e creerebbe grandi problemi economici e sociali, senza contare il discredito che avremmo a livello internazionale". Un appello al senso di responsabilità quello del portavoce dei manager italiani, Silvestre Bertolini, presidente di 'Cida-Manager e Alte Professionalità per l'Italia', la confederazione italiana che rappresenta unitariamente a livello istituzionale quasi un milione di dirigenti, quadri e alte professionalità del pubblico e del privato, "rispetto alla situazione politica verificatasi a seguito dello slittamento del voto in giunta sul 'nodo Berlusconi'"."La stabilità del governo, e quindi del Paese, deve venire prima -precisa il presidente Cida- di qualunque bagarre fra destra e sinistra, fra detrattori e difensori di Berlusconi. Troppi infatti restano i provvedimenti già varati dall'esecutivo delle larghe intese che sarebbero a rischio: dal decreto esodati annunciato dal ministro Giovannini al taglio del costo del lavoro come richiesto da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil con il 'Patto di Genova', fino al decreto del fare 2 con particolare riferimento al taglio del costo dell'energia passando per il programma 'Destinazione Italia' per attrarre investimenti esteri"."La prova del nove -conclude Bertolini- restano i mercati obbligazionari e le tensioni registrate in questi giorni con la Spagna che ha sorpassato l'Italia nella classifica dello spread. Sono un segnale da non sottovalutare visto che a breve il Tesoro ritornerà sul mercato e la credibilità del Paese è a rischio".