Roma, 2 dic. (Labitalia) – Anche i tributaristi hanno la loro norma Uni, strumento fondamentale per il riconoscimento della professione, così come previsto dalla legge 4 del 2013, 'Disposizioni in materia di professioni non organizzate'. Si tratta della Uni 11511, messa a punto con la collaborazione delle principali associazioni (Ancit, Ancot, Istituto nazionale tributaristi, Lait e Lapet) appena pubblicata e destinata a fare chiarezza sui requisiti e le competenze, si legge in una nota Uni, di questa "figura professionale che fornisce consulenza ed opera, con la propria capacità tecnica, nei settori tributario, fiscale, amministrativo e aziendale, in ambito pubblico e privato". Una norma che sgombra il campo da distorsioni e confusioni tra diverse professioni vicine, come il commercialista o l'avvocato tributarista. Come dire, salvare l'autonomia e le competenze nel rispetto di una formazione specifica e di un bagaglio di esperienza qualificato e definito da un marchio di qualità. "Fare trasparenza e definire – dichiara il presidente Uni, Piero Torretta – un quadro disciplinare adeguato ma semplice è lo scopo principale della normazione tecnica volontaria. In particolare, nel campo della professione del tributarista, l'attività della normazione tecnica si svolge in totale complementarietà con la legge 4 del 2013, nel pieno rispetto delle competenze riservate ai soggetti iscritti in albi o elenchi. Un modo di operare che si colloca nell'ottica di diritto mite per la creazione di un sistema di regole intelligenti (la cosiddetta smart regulation) a cui è da tutti attribuita la funzione di favorire la ripresa e lo sviluppo del Paese". Competenze, abilità e conoscenza: sono i tre capisaldi da cui parte la norma Uni 11511 per definire con contorni nitidi la figura professionale del tributarista. Dunque, capacità individuali e di metodo, know how personale, equilibrio e correttezza nei rapporti con il cliente, un rispetto rigoroso delle norme deontologiche. Tra i compiti e le attività specifiche del tributarista, la norma stabilisce, ad esempio, che dopo aver accettato l'incarico da un cliente (e dopo averlo informato dettagliatamente sulla propria qualifica professionale e sul tipo di prestazione offerta) il tributarista debba redigere e tenere aggiornate le scritture contabili, il bilancio e la relativa nota integrativa, le dichiarazioni fiscali, fornire servizi telematici di intermediazione con il ministero dell'Economia e delle finanze, fornire consulenza e assistenza in materia di accertamento tributario.La norma avrà una serie di vantaggi di non poco conto, primo fra tutti quello di sanare un mercato fino ad ora poco regolamentato, agendo sulla base del principio di qualificazione professionale. Ma anche i clienti ne trarranno immediati benefici, poiché avranno la possibilità di scegliere il professionista di fiducia non più solo in base a conoscenze personali o al passaparola, ma soprattutto guardando alla competenza e alla qualità del lavoro. "La legge 4 – precisa Roberto Falcone, presidente di Lapet, associazione di categoria dei tributaristi – ha recepito le nostre indicazioni in merito alla necessità di una prestazione professionale che faccia riferimento a precisi standard qualitativi a garanzia dell'utenza. La verifica di questi standard è demandata all'applicazione della normazione Uni e alla certificazione di parte terza. Un metodo quindi assolutamente moderno. La norma Uni appena pubblicata -conclude Falcone- è una norma dinamica, e sicuramente sarà rivista nel tempo adeguandola alla continua evoluzione a cui, soprattutto in materia economico-fiscale, i tributaristi sono quotidianamente soggetti".