Roma, 18 giu. (Labitalia) – Sarebbe "assolutamente negativa" la reazione dei sindacati di fronte ad eventuali provvedimenti di 'aggiustamento' sul mercato del lavoro. Così il leader Uil, Luigi Angeletti, dai microfoni di 'L'Economia prima di tutto' commenta le indiscrezioni in vista del prossimo Consiglio dei ministri. "Abbiamo spiegato in tutti i modi, compreso al ministro, che iniziative sul mercato del lavoro, anche se non possono essere miracolose, devono avere una chiara scelta, devono rendere più vantaggioso il lavoro a tempo indeterminato", dice Angeletti. "Si può pure ridurre l'intervallo tra un contratto a termine e l'altro, rendendolo un po' più fruibile, ma il contratto a tempo indeterminato deve essere contemporaneamente detassato", conclude ribadendo come i possibili incentivi "devono essere prolungati nel tempo, almeno 3-4 anni in modo tale da dare un minimo di certezze alle imprese". Non solo. "Devono almeno essere in grado di ridurre il prelievo fiscale o contributivo di 3-4mila euro ogni anno per renderla veramente incentivante rispetto a tutte le altre forme di contratto a tempo indeterminato", aggiunge. Quanto ai ritocchi attesi sulla riforma Fornero, "l'unico cambiamento che vediamo concreto è quello di allungare il periodo per il quale si possono usare i contratti a termine", dice ancora. " Attualmente possono arrivare a 36 mesi, se si volesse arrivare a 48 a noi sembrerebbe eccessivo . Un contratto a termine che dura 4 anni ci sembra quasi una cosa contro natura , quasi un "non senso". Non fa altro che aumentare l'incertezza delle persone. Se un lavoro c'è per 4 anni, per quale motivo non farlo a tempo indeterminato?", conclude Angeletti.