Nuovo anno e vecchie abitudini. Non hanno perso la predisposizione al fare i 27 operatori del centro storico che con l’inizio del 2012 si sono immediatamente rimessi a lavorare per dare gambe alle idee e alle iniziative programmate per l’anno in corso.
E così ieri sera nelle stanze della Confcommercio di Arezzo il cosiddetto “G27” si è riunito al gran completo per svelare in anteprima i progetti di punta per il 2012, dal nuovo e rivoluzionario portale web dedicato alla città, al primo Festival dell’economia sostenibile da tenersi ad Arezzo nel mese di maggio, fino alla prima rassegna del cinema di genere prevista per il mese di settembre. Con un tema di attualità “imposto” dagli eventi e precipitato tra capo e collo ai rappresentanti del commercio aretino: la liberalizzazione degli orari.
Una riunione che ha confermato la grande voglia di fare di tutti gli operatori, che hanno ribadito la volontà di concentrarsi non su mille iniziative spicciole, ma su poche iniziative di assoluto spessore e di grande richiamo, che portino Arezzo all’attenzione del mondo, concentrando quindi le risorse piuttosto che disperderle.
Proprio in quest’ottica il comitato ha proposto in anteprima assoluta la bozza progettuale di uno straordinario portale web dedicato ad Arezzo, pensato e realizzato per la città con gli utenti che potranno viaggiare virtualmente all’interno del centro storico, delle sue straordinarie opere d’arte, ma anche dei luoghi d’interesse e delle attività commerciali, entrando in contatto direttamente con i singoli operatori e con tutti coloro che avranno informazioni interessanti circa le caratteristiche e i mille aspetti peculiari di Arezzo. Un nuovo modo di comunicare via rete che rivoluzionerà il modo di conoscere la città.
E il lancio del nuovo portale web sarà l’occasione per promuovere il primo grande evento targato “G27”, che si svolgerà nel mese di maggio: la prima edizione del festival dell’economia sostenibile. Una due giorni legata ai temi della sostenibilità che coinvolgerà tutto il centro storico cittadino con le piazze del centro storico coinvolte fino a via Vittorio Veneto. Evento che anticiperà di qualche mese il secondo grande appuntamento cittadino, la prima rassegna internazionale del cinema di genere, in programma a settembre.
“Finalmente due idee nuove, originali e di grandi qualità per tutta la città – ha affermato Oscar Bindi, titolare del negozio di giocattoli di Corso Italia – è con eventi di questo tipo che contribuiamo a rendere viva e accogliente Arezzo e a farla conoscere al grande pubblico”. Dello stesso avviso Luca Banelli, operatore commerciale di via Crispi: “Gli eventi devono servire da biglietto da visita per la città. E noi operatori ci dobbiamo impegnare con iniziative che siano un valore aggiunto per i clienti”, mentre Giovanni Bracciali, operatore della parte alta del Corso, ha ribadito la parola d’ordine del comitato: “E’ giusto concentrarsi su pochi ma importanti eventi, iniziative di grande livello e richiamo per Arezzo”.
Nel corso della riunione poi si è a lungo dibattuto sul tema degli orari conseguente al decreto Monti che sta coinvolgendo tutta la categoria. L’orientamento assolutamente prevalente emerso dalla riunione è che per il centro storico si tratti di un falso problema (visto che dentro le mura non cambierà quasi nulla) che però ha creato e sta creando disorientamento agli operatori e soprattutto ai consumatori.
“Il problema, nella libertà di orari che noi abbiamo sempre avuto anche prima della liberalizzazione, è maturare decisioni condivise e uniformi in modo da dare alla nostra clientela indicazioni certe“ ha affermato Anna Lapini, presidente in pectore della Confcommercio di Arezzo (sarà formalmente nominata il 30 gennaio p.v.).
E proprio a questo proposito il tavolo del “G27” di ieri sera ha confermato la volontà della categoria, stante l’impossibilità e l’inopportunità di aperture indiscriminate, di garantire l’apertura nella prima e nella terza domenica del mese e in prospettiva di ricercare anche orari di apertura comuni.
“Finchè al mattino qualcuno aprirà alle 9 e qualcuno alle 10, finchè qualcuno adotterà l’orario continuato e qualcuno no, finchè qualcuno al pomeriggio riaprirà i battenti alle 15.30 e qualcuno alle 16, qualcuno chiuderà alle 19.30 e qualcuno alle 20, finchè le aperture domenicali, poche o tante che siano, non saranno ampiamente condivise non avrà senso parlare di centro commerciale naturale – ha affermato Franco Marinoni, direttore della Confcommercio di Arezzo – perché quelli artificiali, come gli outlet e i grandi centri commerciali sono caratterizzati soprattutto, oltre che da strategie comuni, anche e soprattutto da orari uniformi, pena il pagamento di penali!”.