La cultura per rilanciare lo sviluppo e l'occupazione giovanile. E' questa la risposta che il territorio aretino deve dare alla crisi. A dirlo è una ricerca, denominata "100 itinerari + 1", promossa dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze con l'Università Bocconi che ha tracciato l'identikit del territorio aretino indicando la strada per superare le difficoltà economiche e in ambito lavorativo. I dati fino ad ora raccolti spiegano che nell'aretino beni culturali e formazione rappresentano ormai un binomio strategico su cui investire per uscire dalla crisi, rimettere in moto l'economia e garantire ai giovani futuro sia nella filiera del turismo, che nei settori manufatturieri.
Le cifre parlano da sole: con una popolazione di 349.651 abitanti, di cui il 21,7% giovani tra i 15 ed i 34 anni, la provincia di Arezzo conta 57 musei, 294 chiese e pievi, 42 parchi naturali e aree protette, 1154 eventi culturai. Nel 2010 i visitatori ai musei sono stati 424.791 ed i turisti fermatisi in media per 2,8 sono stati 321.010. Un patrimonio che però, secondo la ricerca, viene sfruttato timidamente: sono solo 400 le imprese attive nella filiera dei beni culturali per un contributo al Pil provinciale dello 0,9%. Le tre grandi mostre sugli artisti aretini Piero della Francesca, Della Robbia, Vasari hanno comunque segnato negli ultimi anni un'importante inversione di tendenza.
Cultura non sono solo mostre e musei ma è anche l'ingrediente fondamentale di settori produttivi come le manifatture tipiche: il vetro in Valdarno, la ceramica in Valdichiana, il legno in Casentino e Valtiberina. Artigianato artistico e tradizionale aretino che vale il 9,1% del totale toscano e il 25,5% del Pil provinciale. Inoltre l'agroalimentare ha sei marchi fra Dop e Igt, 4 presidi Slow Food e sei denominazioni di origine per la produzione vinicola. Un partimonio che secondo la ricerca può essere sfruttato a patto che "venga percepito per la sua duplice valenza di risorsa direttamente sfruttabile e di contesto in grado di fertilizzare l'attività economica contribuendo alla creatività necessaria per i nuovi modelli d'impresa". Da qui il ruolo fondamentale della formazione, campo in cui si muove il progetto "100 itinerari + 1" che dopo essere stato proposto in Valdichiana adesso si sposta in Casentino con i due obiettivi principali: valorizzare il patrimonio artistico-culturale, paesaggistico, ambientale, produttivo e le giovani generazioni. Sono quindi in programma tre bandi di concorso per le scuole, seminari per gli insegnanti, la guida del territorio "Il Casentino. Territorio, storia e viaggi" a cura del geografo Leonardo Rombai e dallo storico Renato Stopani, una mostra multimediale contenitore dei lavori dei giovani e dei documentari sul territorio firmati dal regista Gianmarco D'Agostino ospitata nel castello dei Conti Guidi a Poppi e l'animazione territoriale con "I mercati dei Beni culturali e le nuove generazioni: sviluppo e occupazione giovanile nei territori dell'aretino. Stamani nel Palazzo della Provincia erano presenti il presidente dell'Ente Roberto Vasai, l'assessore Rita Mezzetti Panozzi, il vicepresidente dell'Ente Cassa di Risparmio Gianpiero Maracchi e per la Regione il dirigente delle Politiche Sociali Giovanni Pasqualetti.